Manuel Bortuzzo
in foto: Manuel Bortuzzo

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio del 2019, un anno fa esatto, Manuel Bortuzzo fu colpito da un proiettile davanti a un pub di piazza Eschilo, quartiere Axa di Roma. La parte inferiore del suo corpo è rimasta paralizzata perché il colpo di pistola ha danneggiato seriamente il midollo spinale. Da allora il 20enne è costretto sulla sedia a rotelle e in queste ore è uscito in libreria un libro in cui ripercorre questi lunghissimi mesi durante i quali non ha mai perso coraggio e speranza. Si chiama ‘Rinascere' e ieri Bortuzzo lo ha presentato nel corso della trasmissione ‘La Vita in Diretta' su Rai Uno.

"Per me rinascere è continuare a stare bene ogni giorno"

"Rinascere era la parola che poteva racchiudere quello che sarebbe successo: dal semplice risvegliarsi dal coma, al semplice poter tornare a camminare. Ogni cosa che facevo era una rinascita. Il significato che gli do più spesso è questo: per me rinascere è continuare a stare bene tutti i giorni, ogni volta che trovo un motivo per stare bene", ha raccontato Manuel ad Alberto Matano.

"Quando penso a quello che è successo il 2 febbraio non so mai che parole usare. Non è stato un incidente, i due ragazzi che mi hanno sparato erano davvero intenzionati a uccidermi. Ma definirla sparatoria mi sembra assurdo: che c'entro io con le pistole?"   (un passo del libro citato dal conduttore)

"Quando ne parlo a qualcuno mi limito a chiamarla ‘quella notte in cui tutto è cambiato'. E' stato facile dire che ero io il ragazzo sbagliato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ma non ero io nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, io stavo facendo la mia vita come ogni altro ragazzo. Erano loro che hanno sbagliato vita e io non c'entravo niente", ha raccontato Manuel.