L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato condannato a sei anni per corruzione e finanziamento illecito, nell'ambito di uno dei filoni di inchiesta del processo "Mondo di Mezzo" che ha portato alla luce l'esistenza dell'organizzazione conosciuta come Mafia Capitale. Un sodalizio criminale – riconosciuto come mafioso dalla sentenza d'appello – con al vertice Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Secondo i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Roma Alemanno sarebbe stato il punto di riferimento in Campidoglio dell'organizzazione. L'accusa aveva chiesto una pena a 5 anni, maggiorata di un anno nella sentenza dei giudici.

Alemanno: interdizione perpetua dai pubblici uffici

I giudici hanno anche stabilito per l'uomo politico a lungo riferimento della destra a Roma, la confisca di beni per 298.500 euro e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Alemanno poi non potrà contrattare con la pubblica amministrazione per due anni e i giudici hanno fissato una provvisionale di 50mila euro sia ad Ama che per il Comune di Roma.

L'ex sindaco si difende: "Sono innocente"

"È una sentenza sbagliata, ricorreremo sicuramente in appello dopo avere letto le motivazioni. Io sono innocente, l'ho detto sempre e lo ribadirò anche davanti ai giudici d'appello", così Gianni Alemanno ha commentato la sentenza. L'ex primo cittadino della capitale ha sempre sostenuto di non essere a conoscenza delle attività illecite di Buzzi e Carminati, né dei rapporti che avrebbero intrattenuto con alcuni esponenti della sua parte politica o uomini da lui nominati nelle aziende cittadine, soprattutto in Ama dove Franco Panzironi sarebbe stato il prezioso punto di riferimento di Mafia Capitale.

Marsilio, neogovernatore Abruzzo: "Dispiacere e amarezza"

"Provo dispiacere e amarezza". Così Marco Marsilio, neo presidente della Regione Abruzzo, commenta all'Adnkronos la sentenza che vede coinvolto Alemanno.  Marsilio, attualmente in Fratelli d'Italia, era stato assessore a Roma proprio con Alemanno: "Mi auguro riesca a dimostrare la sua innocenza e totale estraneità alla vicenda".

Mafia Capitale: "Alemanno era il riferimento di Buzzi e Carminati"

Per il pm Luca Tescaroli Alemanno era "l'uomo politico di riferimento dell'organizzazione Mafia Capitale all'interno dell'amministrazione comunale, soprattutto, in ragione del suo ruolo apicale di sindaco. Inserito al vertice del meccanismo corruttivo ha esercitato i propri poteri e funzioni illecitamente e curato la raccolta delle correlate indebite utilità, prevalentemente tramite terzi propri fiduciari per schermare la propria persona. Gli uomini di fiducia, indagati e alcuni anche condannati in Mafia Capitale, sono stati proiezione della persona di Alemanno, che ha impiegato per la gestione del proprio potere, e si sono interfacciati con gli esponenti apicali di Mafia Capitale, suoi corruttori (Buzzi e Carminati)".