Foto. Tante immagini in fila che raccontano una storia. Quella della sera in cui è morto Luca Sacchi, il 25enne personal trainer ucciso la sera del 23 ottobre con un colpo di pistola alla testa. Sono diverse le immagini delle telecamere di sorveglianza acquisite dai carabinieri la sera del delitto: in alcune è possibile vedere la Smart sulla quale viaggiavano Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, transitare per ben due volte da via Franco Bartoloni per poi svoltare in via Teodoro Mommsen. Dopo essere passati più volte e dopo aver imboccato contromano una strada, si sono fermati in doppia fila in via Teodoro Mommsen, pochi metri dopo con l'incrocio di via Franco Bartoloni. Ed è a questo punto che avviene l'aggressione, con Pirino che scende dalla vettura impugnando una spranga di ferro con tutte e due le mani urlando "dacce la borsa!", e Valerio Del Grosso che si tiene a poca distanza. Dopo aver colpito sia Luca sia Anastasiya, Pirino viene atterrato dal giovane: ed è a quel punto che Del Grosso alza il braccio e gli spara un colpo di pistola alla testa. La scena, sempre secondo quanto riferito dai testimoni, si è svolta in pochi secondi.

Giovanni Princi con gli amici dei pusher davanti al John Cabot Pub

Ma ci sono altre immagini importanti per la ricostruzione della storia e per quella che gli inquirenti definiscono come una trattativa per l'acquisto di una grossa partita di droga. Nelle foto si vedono Giovanni Princi, Valerio Rispoli e Simone Piromalli arrivare insieme al pub John Cabot, poi chiacchierare vicino una macchina. Non vengono ripresi in gruppo con Luca e Anastasiya, che sono invece dall'altra parte della strada con il cane. A un certo punto si vedono chiaramente i tre ragazzi che girano di scatto la testa: è il momento in cui Del Grosso spara a Luca Sacchi. In un altro fotogramma, si nota Anastasiya inginocchiata accanto a lui. Mentre Princi corre dall'amico a terra, Rispoli e Piromalli rimangono in disparte, probabilmente non sapendo cosa fare. Dopo poco Princi torna verso i due, e loro se ne vanno: secondo quanto dichiarato successivamente dai ragazzi, l'amico di Luca gli avrebbe detto di allontanarsi velocemente dal luogo del delitto per non farsi trovare dalle forze dell'ordine al loro inevitabile arrivo.

Del Grosso: "Non volevo uccidere nessuno"

A sparare è stato Valerio Del Grosso, che oggi dice di non aver "mai voluto uccidere nessuno, era la prima volta che prendevo un'arma in mano". Eppure diversi testimoni dicono di averlo visto sparare da distanza ravvicinata alla testa di Sacchi, con il braccio proteso, come fosse un'esecuzione. Prima di fermarsi in doppia fila, con l'auto i due amici hanno fatto diversi giri, come a voler fare una ricognizione e a controllare il territorio.

 

Anche Luca Sacchi usava chat criptate per comunicare

Nelle testimonianze raccolte dal Nucleo investigativo dei carabinieri si legge che il bancomat di Luca Sacchi è sparito. Il padre Alfonso ne ha denunciato la scomparsa quattro giorni dopo l'omicidio: la carta intestata al ragazzo non si trova né in palestra né tra i suoi effetti personali. Secondo quanto riferito invece da Domenico Costanzo Munoz, che quella sera era in via Franco Bartoloni, anche Luca Sacchi – come Anastasiya, Princi, e gli altri protagonisti di questa vicenda – usava chat criptate. "Alle ore 22.30 del 23 ottobre ho ricevuto sul mio telefonino cellulare, tramite applicazione Signal, un messaggio da parte di Luca, il quale mi comunicava che era in compagnia della sua fidanzata Anastasiya e che mi invitava a raggiungerlo per bere una birra".