Non rinuncia a dire la sua sulle prossime elezioni romane Carlo Calenda. Accantonata (almeno per ora) l'idea di candidarsi per il Campidoglio, rilancia via Twitter il nome di Francesco Rutelli. "È stato senza dubbio il miglior sindaco di Roma. Ora fa un’iniziativa che mi sembra molto importante per creare una classe dirigente romana. Ma perché non ricandidarlo?!", ha cinguettato l'ex ministro, oggi europarlamentare e leader di Azione. Il riferimento è alla scuola di formazione lanciata da Rutelli per dirigenti politici, funzionari, rappresentanti della società civile, amministratori per prepararsi a governare Roma nel prossimo futuro.

Ma il diretto interessato, attualmente presidente dell'ANICA, declina ogni offerta. "Io non ho e non avrò una funzione politica: l'ho avuta. Lo scopo è davvero soltanto formativo", ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione della Scuola di Servizio Civico. Il corso ha già raccolto cinquanta studenti, in maggioranza donne "tutti di alto livello", con un'età media di 30 anni e "forti motivazioni": altri dieci partecipanti saranno selezionati entro il 5 luglio.

Sono 130 i "docenti" della scuola ce si confronteranno con i sessanta partecipanti. Esponenti del mondo dell'impresa, dell'amministrazione pubblica, dell'università e della cultura. Le lezioni saranno spesso itineranti sui luoghi della città per toccare con mano i problemi di cui si parla. L'obiettivo è quello di "formare sul campo dei servitori civici che siano in grado di affrontare la complessità, con un approccio integrato che non guardi solo uno spicchio della realtà".

Intanto il centrosinistra a Roma deve ancora sciogliere il nodo delle primarie, e Rutelli ammette: "Mi piacerebbe che il futuro sindaco di Roma possa uscire da questa scuola". Quel che è certo è che con questa iniziativa l'ex sindaco, primo cittadino di Roma per due stagioni dal 1993 al 2001, non vuole rinunciare a dire la sua sul futuro della Capitale. Proprio come Carlo Calenda che dopo mesi in cui ha fatto intendere di essere disponibile, dettando condizioni (no alle primarie) e cominciando a studiare i dossier più complessi della città (con l'aiuto di alcuni esponenti locali del PD), al momento ha fatto un passo indietro di fronte alla freddezza del Partito Democratico e del segretario Nicola Zingaretti.