È stato condannato a quattro anni di reclusione per l'accusa di duplice omicidio stradale con attenuanti generiche Fabio Feola, l'automobilista che la notte tra il 21 e il 22 giugno investì e uccise lo chef stellato Alessandro Narducci e la collega Giulia Puleio sul lungotevere della Vittoria, in zona Prati. Il 30enne è stato condannato con rito immediato dopo che era stato rinviato a giudizio al termine delle indagini: Feola non aveva assunto droghe né bevuto, ma guidava contromano. Ed è così che ha investito lo chef Narducci e la sua collega, uccidendoli. L'uomo è stato condannato a pagare le spese processuali e al risarcimento delle parti civili, con una provvisionale di 300mila euro. "È un piccolo segno – ha commentato Alessandra Gerage, la madre di Narducci – ma non siamo soddisfatti, quattro anni per la morte due ragazzi non è abbastanza, e si prevede che faccia ricorso in appello. Il fatto che gli abbiano revocato la patente è una cosa buona, che abbia almeno un disagio nella vita, perché guidava senza problemi fino ad oggi".

La morte dello chef Narducci e di Giulia Puleio, investiti dopo il lavoro

Era la notte tra il 21 e il 22 giugno 2018 quando lo chef Alessandro Narducci e la collega Giulia Puleio sono morti dopo essere stati investiti dalla macchina guidata da Fabio Feola. I due avevano appena staccato dal lavoro e stavano tornando a casa, Alessandro stava dando un passaggio a Giulia. Mentre percorrevano lungotevere della Vittoria, in zona Prati, sono stati travolti da Feola, che guidava contromano. I due non sono riusciti a sterzare e sono stati colpiti in pieno, mentre il conducente della Mercedes ha finito la sua corsa schiantandosi su delle auto parcheggiate. Per lui, sotto shock, si è reso necessario il ricovero in ospedale, dove è stato profondamente sedato.