"La pena finale del patteggiamento appare non corrispondente alla gravità del fatto commesso per il grado della colpa e l’entità del danno". Con questa motivazione il pubblico ministero Roberto Felici ha respinto la richiesta degli avvocati di Pietro Genovese a una pena di due anni e sei mesi di reclusione. Il patteggiamento è stato rifiutato per diversi motivi: come riportato da Il Corriere della Sera, secondo il pm la condotta del ragazzo che ha investito Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli è troppo negativa perché abbia una pena così mite.

Tra i fattori che hanno inciso sulla decisione, il fatto che Genovese avesse un tasso alcolemico nel sangue di 1,4, quasi tre volte il limite consentito dalla legge (in quanto neopatentato il 21enne non avrebbe dovuto bere nulla), e la segnalazione come assuntore di droghe leggere. Sulla patente aveva zero punti, segno delle numerose violazioni già commesse al codice della strada. La patente gli era stata ridata solo venti giorni prima: gli era stata ritirata dopo che era stato trovato alla guida con dell'hashish. Non gli è stata riconosciuta dal pm nemmeno l'attenuante generica in ragione della giovane età.

Il processo per l'incidente stradale in cui morirono le due sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli inizierà l'8 luglio. Pietro Genovese, il ragazzo che le ha investite, è accusato di omicidio stradale plurimo. Due le perizie depositate: secondo la prima, condotta dal dottor Mario Scipione, nominato dal pm Felici, Genovese ‘non avrebbe potuto vedere le due ragazze', che avrebbero attraversato lontane dalle strisce. Se però il 21enne avesse rispettato i limiti di velocità, le due sedicenni si sarebbero salvate. La seconda perizia, depositata dai legali della famiglia di Camilla Romagnoli, ha invece stabilito che le due ragazze stavano attraversando sulle strisce pedonali con il semaforo verde per loro, e che l'incidente è stato causato dalla forte velocità cui andava Genovese.