Ha ammesso tutto Luca Parnasi, il costruttore indagato e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma. In un lunghissimo interrogatorio durato oltre undici ore, cinque ore ieri e sei ore oggi, ha confermato quanto emerso nelle indagini coordinate dai pm della procura di Roma. "Ho pagato tutti i partiti", avrebbe detto ai magistrati l'imprenditore. Soldi e favori per accreditarsi con esponenti politici, costruire rapporti personali, tutto per agevolare l'approvazione in tempi rapidi del progetto dello stadio di Tor di Valle. Per questo avrebbe contattato Luca Lanzalone, l'avvocato delegato a trattare sull'impianto dalla sindaca Raggi, l'ex assessore regionale di riferimento Michele Civita, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara e tutti gli altri indagati. Ma nelle carte degli inquirenti emergono finanziamenti elargiti praticamente a tutti i partiti, dai soldi dati a fondazioni vicine al Partito democratico a quelli consegnati a una onlus vicina alla Lega. Finanziamenti, questi, ritenuti leciti per ora, ma disposti, ha ammesso Parnasi, solo per un tornaconto personale e avere rapporti con tutti i partiti politici.

"Io pago tutti", diceva il costruttore romano in una delle tante intercettazioni riportate nell'ordinanza con cui i giudici hanno disposto l'arresto di nove persone, tra cui Parnasi e i suoi più stretti collaboratori.

Nel corso dell'interrogatorio che si è tenuto all'interno del carcere romano di Rebibbia, ha ammesso di aver elargito contributi ai partiti, sui quali gli inquirenti stanno facendo ulteriori approfondimenti investigativi per capire se di natura lecita o illecita. "Sulle elezioni spenderò qualche soldo, è un investimento che devo fare… molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te le racconto pero' la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono…", diceva Parnasi in un'altra intercettazione.