Lo smart working non è per tutti. A Roma sono decine di migliaia i lavoratori che hanno continuato a recarsi a lavoro durante il lockdown, e ancora di più sono diventati con l'inaugurazione della Fase 2. Sono ad esempio facchini e addetti alle pulizie, impiegati nel commercio e nei lavori domestici e di cura. Spesso si muovono la mattina presto, quando è ancora buio, e arrivano dai quartieri più periferici della città, a cavallo del Grande Raccordo Anulare o dai comuni dell'hinterland. Prima di arrivare a prendere la metropolitana o un altro mezzo per arrivare a destinazione spesso sono già saliti su un bus notturno o hanno fatto una parte di tragitto a bordo di un mezzo privato. Un'ora, un'ora e mezzo di viaggio che rischia di diventare un'Odissea con la limitazione agli accessi su vagoni e autobus per mantenere il distanziamento sociale.

Per molti l'alternativa al trasporto pubblico non esiste, vuoi per le distanze da coprire vuoi per i costi. Sono le 5.00 mattina e fuori la stazione della metropolitana di Rebibbia, capolinea della metro B alla periferia Nord-Est di Roma ci sono già un centinaio di persone in fila. Attendono di poter entrare sperando si poter prendere la prima corsa. "Alle 5.00 devi stare qua, altrimenti perdi ancge la secondo metro. Se non salgo subito arrivo tardi a lavoro e non posso permettermi di arrivare tardi a lavoro", ci racconta un'addetta alle pulizie che deve terminare il suo turno entro l'orario d'apertura stabilito". Ma c'è chi arriva anche prima: "Io scendo alle quattro e mezzo ogni mattina con il pullman, poi mi metto in fila e aspetto il mio turno. Non riesco mai a prendere la prima corsa, devo aspettare la seconda o la terza e spesso attaccando alle sei faccio tardi".

Molti dei lavoratori, e soprattutto delle lavoratrici in fila, vengono dal vicino quartiere di San Basilio."Ce la facciamo a piedi da San Basilio a qua per fare in tempo, perché a quell'ora non ci stanno autobus, e speriamo che quando arriviamo non ci sta già troppa gente in fila altrimenti ci tocca aspettare", raccontano quasi in coro mentre la fila scorre a blocchi alla partenza di ogni convoglio. Neanche la Fase 2 è uguale per tutti, e da lunedì 18 maggio quando sono previste le riaperture di molte attività commerciali e del terziario, le cose non potranno che peggiorare.