Dopo poco più di tre mesi, l'intero Cda di Ama ha presentato le sue dimissioni alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Una lettera carica di accuse nei confronti dell'amministrazione comunale, accusata di ‘inerzia' e senza la minima volontà di collaborare con Ama per superare le criticità, soprattutto negli ultimi mesi con l'emergenza rifiuti. "Le comunichiamo, nostro malgrado, che da parte nostra è venuta meno la necessaria fiducia nel socio unico di Ama Spa e, pertanto, con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni", si legge nella lettera. Le dimissioni sono diventate effettive a partire dalle 18 di oggi. La sindaca Virginia Raggi non ha ancora replicato a questo duro attacco, ma sono in molti in questo momento a chiederne le dimissioni al consiglio comunale.

La lettera di dimissioni del Cda di Ama

Onorevole Sindaca,

Le scriviamo per rappresentarLe quanto segue.

In data 22 maggio u.s nell'ambito della "proposta programmatica Nuovo CDA e Roma Capitale", abbiamo presentato, consegnato e illustrato in Campidoglio, all'Assessore Gianni Lemmetti e al dott. Marco Susanna (essendo Lei in missione Istituzionale a Tokyo) il Documento all'interno del quale abbiamo sintetizzato ed evidenziato le imprescindibili "ESIGENZE DI COLLABORAZIONE EMERGENZIALE DI ROMA CAPITALE" con AMA S.p.A. Il documento faceva esplicito riferimento a emergenze  le cui risoluzioni "ab origine"  presupponevano una compartecipazione attiva da parte di Roma Capitale e l'esercizio di  quelle  Sue  prerogative,  per ruolo e per legge.

Nella fattispecie tale collaborazione di cui al Nostro documento del 22 maggio 2019 richiedeva (lo si riporta qui di seguito letteralmente):

l'immediata costituzione di un tavolo per la verifica e riconciliazione dei rapporti credito/ debito dal 1.2018 al 31.5.2019 che dovrà finalizzare le attività entro il 31.7.2019; immediata costituzione di un tavolo per la ristrutturazione del debito bancario e rinegoziazione delle linee di credito entro il 7.2019; impegno formale da parte di Roma capitale a rendere o rinnovare nei tempi richiesti dalle banche le garanzie necessarie al rinnovo degli affidamenti; impegno formale del socio a garantire continuità aziendale con il regolare pagamento dei canoni relativi ai servizi e l'incasso dei crediti pregressi entro 60 giorni dall'ultimazione delle attività di riconciliazione; impegno formale del socio alla puntuale partecipazione alle sedute assembleari e all'assunzione delle delibere conseguenti;
impegno formale del socio a richiedere immediato parere alla Corte dei Conti in merito alla legittimità dell'istituto della compensazione tra i crediti vantati da Roma Capitale a titolo di tari e i debiti di Roma Capitale a titolo di contratto di servizio (15.6.2019); impegno formale del socio a farsi carico delle utenze del centro carni condotto in locazione o a revisionare il canone (31.7.2019); impegno formale del socio a formalizzare gli atti di indirizzo per il Fondo Ambiente e per il Fondo Sviluppo; impegno formale del socio a condividere e supportare le politiche di investimento in: nuovi impianti, interventi di adeguamento di quelli esistenti, mezzi (attrezzature e automezzi) e personale; impegno formale del socio a supportare il CdA nella policy di veicolazione periodica di informative alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica su situazioni «astrattamente o potenzialmente rilevante o di «possibile interesse», o comunque ritenute tali a discrezione del CdA, che saranno via via conosciute a decorrere dalla formale accettazione dell'incarico".

È di tutta evidenza, come impone ogni situazione realmente emergenziale e di straordinaria criticità non transeunte, che le regole di intervento non solo per l'impresa ma anche per tutti i soggetti interessati ed in particolare gli Shareholder di AMA (n.d.r. Roma Capitale) devono essere implementate e asservite al più alto senso di responsabilità e tempestività, presupposti essenziali alla generazione di interventi efficaci con tempi di risposta di qualità, compatibili e coerenti con la situazione critica ed emergenziale presupposta.

Su nessuno di questi punti, all'indomani dell'insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione di Ama S.p.A. (peraltro espressione dell'Amministrazione Capitolina in quanto da questo selezionato a seguito di procedura ad evidenza pubblica) c'è stata alcuna forma di fattiva e concreta collaborazione, fino al punto in cui sono diventate difficili le stesse comunicazioni (tutto questo è documentabile e documentato).

Nonostante il progressivo isolamento a cui questo Consiglio, nominato da Roma Capitale, è stato confinato da Roma Capitale stessa, questo Consiglio con senso di responsabilità e coerenza anche al programma del 22 maggio u.s., si è messo al servizio dell'Amministrazione, dell'Azienda e della Cittadinanza, attesa la gravissima situazione riscontrata, all'indomani del Nostro insediamento, sui servizi, sulle operatività aziendali, gestionali e reputazionali (ben oltre il quadro che ci era stato rappresentato e documentato prima della Nostra accettazione dell'incarico).

Nei 104 giorni di mandato, per quanto nei nostri poteri e prerogative, abbiamo posto in essere azioni concrete tese alla normalizzazione dell'azienda sotto i diversi profili (operativi, gestionali e reputazionali), le più significative delle quali qui di seguito si riportano in ordine cronologico:

Predisposizione degli atti, attività e interlocuzioni con tutte le Istituzioni interessate per l'ottenimento dell'Ordinanza Regionale contingibile e urgente del 5.7.2019 per l'apertura dei flussi necessari al recupero della corretta e ordinata gestione del servizio di raccolta; Patto di collaborazione e cooperazione sulla riorganizzazione e il rilancio AMA con tutte le organizzazioni sindacali con avvio di una nuova stagione sulle relazioni industriali che ha consentito:

(a) di sottoscrivere, nelle tre ore successive alla emissione dell'ordinanza, gli accordi per i turni straordinari per ripulire la città; (b) di scongiurare scioperi; (c) di sottoscrivere il "Patto sul decoro" tra AMA, Roma Capitale e tutte le organizzazioni sindacali;

Costituzione del tavolo di crisi dell'emergenza presso AMA con tutte le funzioni aziendali per il monitoraggio sull'andamento del piano straordinario del servizio di raccolta (,post ordinanza Regionale) per una più celere ed efficiente risoluzione dei disagi della cittadinanza;

Predisposizione e approvazione del terzo progetto di bilancio al 12.2017, anche in adempimento a quanto prescritto dall'Ordinanza Regionale, che ha ottenuto, diversamente dai precedenti progetti di bilancio relativi al medesimo anno di esercizio, l'espressione di parere favorevole del Collegio Sindacale e l'emissione di giudizio positivo da parte della Società di Revisione; Predisposizione e approvazione del piano assunzionale;

Approvazione della microstruttura operativa per l'efficientamento del servizio razionalizzando la catena di comando; Predisposizione e approvazione del piano operativo di breve periodo 2019-2020, con specifica indicazione degli strumenti, atti, attività e investimenti per uscire dall'emergenza e normalizzare il servizio nel breve periodo; Rigenerazione del senso di appartenenza e di partecipazione all'azienda da parte di tutto il personale, dagli operatori al gruppo dirigente; Presentazione di una denuncia penale, nell'interesse dell'azienda e della cittadinanza (dopo aver tentato invano di condividere con Lei la questione), con richieste cautelari nei confronti delle società proprietarie degli impianti privati per ottenere in via coercitiva le aperture di tutti i flussi necessari ad Ama e alla città, come previsto dall'ordinanza Regionale del 5.7.2019. Aperture necessarie a seguito del ritorno, come da Noi preannunciato il 7.8.2019, delle criticità nel servizio di raccolta nelle prime settimane di
Assunzione di iniziative volte a ricostruire una immagine, una reputazione e una affidabilità dell'azienda AMA, fino ad allora compromessa, con rilancio e visione strategica di uno sviluppo condiviso e sostenibile con la società civile, le imprese, i territori (municipi, parrocchie e scuole), le università e i centri di ricerca (e quindi sono stati sottoscritti i seguenti protocolli d'intesa: Associazione presidi, E-GEOS/ ASI, Federalberghi – in corso di definizione-, Lazio FC – in corso di definizione-); Predisposizione della proposta di riqualificazione dell'area dell'ex TMB Salario con un progetto di rigenerazione e restituzione alla cittadinanza del Terzo Municipio, in un'ottica innovativa e Trasformando l'area in un polo "green" al servizio dell'operatività di AMA, ma anche sede per un centro di ricerca di Enea (con protocollo preliminare già sottoscritto), di un polo universitario sulla green economy (Link CampusUniversity con protocollo in fase di definizione), di un parco delle biodiversità, di un asilo internazionale, di un laboratorio dedicato alle arti attraverso il riciclo dei materiali, con il coinvolgimento anche di eminenti esponenti della cultura (si stavano avviando i contatti con Michelangelo Pistoletto per portare nell'ex TMB anche il suo progetto di Terzo Paradiso). L'obiettivo sarebbe stato quello di trasformare un'area di degrado, in uno dei più significativi case history di rigenerazione urbana in Europa. Non ultimo, tale progetto avrebbe portato al recupero della perdita in bilancio che AMA dovrà inevitabilmente contabilizzare nell‘esercizio al 31.12.2018 a causa della distruzione dell'impianto a seguito dell'incendio dello scorso dicembre 2018. Rivisitazione dei rapporti tra AMA ed i Fondi Immobiliari partecipati, con elaborazione delle azioni utili a riportare nel patrimonio della Società gli immobili strumentali, con rilevantissimi risparmi di spesa per AMA, e a riesaminare le opportunità di valorizzazione (e le connesse valutazioni) degli immobili. Revisione dei rapporti con le partecipate di secondo livello, con interventi diretti a chiarire e sostenere la posizione di AMA (e di Roma Capitale) nelle operazioni digestione dalle stesse partecipate poste in Instaurazione di serrati tavoli di confronto diretti a revisionare, migliorare, recuperare, il funzionamento dell'appalto concesso nel 2018 per le Utenze Non Domestiche, del valore di oltre 130 milioni e di scarsa soddisfazione per il Recupero del rapporto di collaborazione con ANAS p.A. con l'avvio di una cabina di regia (ANAS, AMA e Roma Capitale) per la risoluzione in favore di AMA delle problematiche volte alla messa a disposizione delle aree di proprietà di ANAS per l'attività di trasbordo.

A scanso di ogni possibile equivoco ed eventuali strumentalizzazioni, anche in riferimento a Vostri recenti comunicati stampa, è il caso di chiarire che a spingerci ad adottare la decisione che di seguito verrà comunicata non è la vicenda tanto inopportunamente (e non correttamente) sbandierata del Nostro terzo progetto di bilancio con particolare riferimento alla posta dei 18,3 Milioni dei servizi cimiteriali ( sul punto ci permettiamo di farLe rilevare che detta posta è stata  da  Lei  ratificata con l'approvazione del bilancio chiuso al 31.12.2016 ed è stata oggetto di una Delibera della Giunta Capitolina la n. 21 dell'8 febbraio 2019), tant'è che con Nota del 27 settembre 2019 prot. n. 49180, coerentemente alla Nostra logica autenticamente collaborativa e leale, abbiamo inequivocabilmente dichiarato, la disponibilità, una volta conclusa tutta l'istruttoria da parte di Roma Capitale, ad innestare tra il Consiglio di Amministrazione di AMA e Roma Capitale un confronto valutativo su ogni singola questione riguardante il predetto prog etto di bilancio.

Il tema pertanto non è la posta di bilancio, peraltro assolutamente neutra rispetto al risultato dell'esercizio ed al Patrimonio Netto della Società, ma è assai più grave, e probabilmente più scomodo per la sua Amministrazione, e verte esclusivamente sulla assoluta inerzia e constata mancanza di una fattiva e concreta collaborazione con AMA per superare le situazioni di criticità riscontrate su più piani, come rappresentato nel Nostro documento del 22 maggio u.s. e durante i 104 di governo societario.

Tale inerzia viene stigmatizzata non tanto per questioni di natura meramente formale, ma più che altro di merito perché le emergenze di AMA e la corretta esecuzione dei servizi senza la partecipazione di Roma Capitale per quelle che sono le sue specifiche e uniche prerogative, con qualità di interventi e tempi di risposta compatibili e coerenti con la situazione critica ed emergenziale presupposta, non possono essere affrontate e risolte.

Sembra di percepire da tale incomprensibile atteggiamento da parte di Roma Capitale, e dalle sue stesse comunicazioni pubbliche, che la stessa Roma Capitale consideri AMA non una propria emanazione (come di diritto e secondo il buon senso è), bensì un soggetto privato antagonista del pubblico interesse con l'ulteriore paradossale considerazione che il denaro dato ad AMA sia sottratto dai fini pubblici.

Eppure, AMA è società assoggettata al controllo analogo: quel tipo di controllo che impone  che l'Ente socio eserciti sulla partecipata un controllo analogo a quello che esercita sui propri servizi interni; e dunque nessun antagonismo può né deve esserci fra il Socio e la sua Società: ma soltanto armonia  di  intenti,  collaborazione,  attuazione  di  direttive;  ed  il  denaro  pubblico  gestito  da AMA è denaro destinato ai cittadini ed alla loro domanda di servizi.

In questo filone di incomprensibile, antigiuridico modo di intendere i rapporti fra il Socio Roma Capitale e la sua partecipata in house, che di Roma Capitale non è altro che un'articolazione operativa che svolge un delicatissimo servizio di interesse pubblico generale, si inseriscono, soltanto a titolo di mero esempio:

L'inerzia nel risolvere la questione relativa al completamento della liquidazione delle somme derivanti dal Contratto di Servizio 2014, che priva AMA di risorse liquide pari a 104,4 milioni; L'inattività assoluta nel procedere a provvedimenti amministrativi dovuti, che possono consentire la liquidazione in favore di AMA delle somme incagliate dal 2009 nella Gestione Commissariale del debito di Roma Capitale, per un valore netto di circa 30 milioni senza nessun onere per il bilancio della stessa Roma

Risorse che, come è evidente e ovvio, non solo consentirebbero alla Società di riequilibrare la propria posizione finanziaria netta, ma costituirebbero la provvista, più che esuberante, per il necessario piano di investimenti indicati nel Piano Operativo di breve periodo 2019/2020.

Per tutto quanto sopra Le comunichiamo, Nostro malgrado, che da parte nostra è venuta meno la necessaria fiducia nel Socio Unico di AMA S.p.A. e, pertanto, con la presente dichiariamo di rassegnare le dimissioni con decorrenza dalle h. 18.00 di oggi (1° ottobre 2019) dalla carica di componenti del Consiglio di Amministrazione di AMA S.p.A. di cui all'Ordinanza n. 99 del 7.6.2019 e di cui alla successiva delibera dell'assemblea del socio unico di AMA S.p.A. tenutasi in pari data che ha provveduto a nominare l'avv. Luisa Melara Presidente, il dott. Paolo Longoni Amministratore Delegato ed il dott. Massimo Ranieri Consigliere.

Nel ringraziare per la fiducia accordata al momento della designazione e nell'augurare buon lavoro porgiamo distinti saluti.