Il giudice gli aveva accordato il permesso di lasciare l'abitazione dove era detenuto agli arresti domiciliari per andare dal dentista in via Tagliamento, ma Giuliano Castellino non ha resistito e si è recato nella sede di Forza Nuova in via Paisiello, al quartiere Africano. Un movimento che non è passato inosservato agli agenti della Digos che hanno così proceduto a fermarlo in strada nella tarda mattinata di lunedì 8 luglio. Il leader dell'estrema destra romana è stato così costretto a farsi identificare, non riuscendo a giustificare in nessun modo la sua presenza nella sede in palese violazione degli obblighi impostigli dal giudice che lo aveva autorizzato a lasciare l'abitazione esclusivamente per recarsi nello studio del medico facendo immediatamente ritorno a casa dopo essersi sottoposto al trattamento in programma. Sottoposto a fermo ieri Castellino è stato condannato a 8 mesi con rito per direttissima per il reato di evasione. Una lunga carriera nell'estrema destra, passando da un gruppo all'altro fino a ritrovarsi per un breve periodo vicino all'ex sindaco Gianni Alemanno e poi a Francesco Storace, da qualche tempo è tornato tra i fedelissimi di Roberto Fiore.

Castellino già accusato di truffa e possesso di cocaina

Protagonista negli ultimi anni di una serie di episodio collegati alle proteste dell'estrema destra che lo hanno portato a essere arrestato e denunciato in più occasioni, Castellino si trovava ai domiciliari per aver minacciato e aggredito due giornalisti dell'Espresso. Ma il leader di Forza Nuova non è stato coinvolto in vicende giudiziarie solo per fatti inerenti alla politica: nel luglio del 2018 invece era stato arrestato con l'accusa di aver partecipato a una truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, incassando con altri complici oltre 1 milione di euro in rimborsi di prodotti alimentari per celiaci. Il 31 dicembre del 2014 invece è stato fermato con un etto di cocaina nella sella del motorino, vedendosi riconosciuto l'uso personale dello stupefacente.