Psicodramma finito in III Municipio per il Movimento 5 stelle. Dopo ore di dibattito in aula, tra insulti e cori da stadio, la presidente Roberta Capoccioni viene sfiduciata da 13 consiglieri contro 12. Un'agonia durata mesi. Prima l'emorragia di consiglieri passati dalla maggioranza monocolore del M5s al gruppo misto o ad altre forze politiche. Poi settimane di attesa perché le opposizioni raggiungessero un accordo per firmare assieme la stessa mozione di sfiducia, e che questa finalmente arrivasse nell'aula di piazza Sempione.

Il resto è la cronaca di una giornata infinita, che si conclude con la sfiducia, e con le parole della presidente Roberta Capoccioni che, mentre rivendica i risultati della sua giunta, annuncia che rimarrà come commissaria fino ad elezioni continuando la sua azione di governo: "Loro andranno a casa noi resteremo qua dentro, con la giunta, con tutti i consiglieri e con la squadra, con la sindaca Virginia Raggi e i consiglieri comunali". Un'affermazione e una strategia che fa discutere, ma che sarebbe stata concordata con lo stato maggiore pentastellato a cominciare dalla sindaca: Capoccioni rimarrà alla guida del municipio nonostante la sfiducia (le opposizioni stanno studiando se questo sia corretto sotto il profilo procedurale), per essere poi nuovamente candidata.

Una nuova grana per Virginia Raggi che così, a poco meno di due anni dall'insediamento in Campidoglio, dovrà affrontare il giudizio degli elettori in III e in VIII Municipio, dove la maggioranza assegnata dagli elettori al Movimento 5 stelle è evaporata. La data più probabile per le elezioni rimane il prossimo 4 giugno, assieme al referendum per Atac, ma ancora non è stata presa una decisione ufficiale. Un brutto segnale per la sindaca ma anche per la candidata presidente alla Regione Lazio Roberta Lombardi, che viene proprio da Montesacro, visto che Roberta Capoccioni è considerata una sua fedelissima