È iniziato oggi il processo per l'omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso con un colpo di pistola al capo nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2019 a Colli Aniene, all'uscita del John Cabot Pub. Oggi per la prima volta si sono incontrati in aula la fidanzata di Luca, Anastasyia Kylemnyk accusata di non aver detto tutta la verità sulla dinamica dei fatti subito dopo l'omicidio, e i genitori del ragazzo. E proprio i genitori sono tornati a puntare il dito sul comportamento della ragazza: "Ci ha fatto male rivedere Anastasia. È stata fredda, non ci ha nemmeno degnato di uno sguardo". L'ipotesi dell'accusa è che Luca è stato ucciso al termine nell'ambito dell'acquisto di 15 chili di marijuana. L'amico del 24enne, Giovanni Princi, spacciatore abituale avrebbe trattato con un gruppo di pusher di San Basilio lo scambio ma, al momento della consegna dei soldi, questi avrebbero deciso di prendere il denaro con la forza e scappare. I soldi, 70mila euro mari ritrovati, si trovavano nello zainetto di Anastasyia che stava uscendo in quel momento dal locale con Luca che sarebbe intervenuto per difenderla dall'aggressione venendo freddato in mezzo alla strada.

Luca Sacchi: morto per 15 chili d'erba, chi sono gli imputati

Per tutti e sei gli imputati è stato disposto il rito abbreviato. Si tratta di Paolo Pirino e Valerio Del Grosso, i due ventenni che hanno condotto l'aggressione per rubare il denaro, il secondo premendo il grilletto. Marcello De Propris avrebbe fornito invece lo stupefacente e l'arma dell'omicidio, sottratta al padre Armando anche lui imputato per la detenzione illegale della pistola. Giovanni Princi è invece accusato per la compravendita dello stupefacente, reato per cui è indagata anche Anastasya, parte lesa invece per quanto riguarda l'aggressione subita a scopo di rapina.

Rinviato il processo per la morte di Luca Sacchi

Il processo oggi è iniziato con un rinvio al prossimo 9 giugno, per ragioni tecniche così da "permettere a tutte le parti di poter visionare gli ultimi atti d'indagine della procura di Roma e per poter rispettare il termine di sette giorni ed eventualmente integrare le liste testimoniali". Lo hanno reso noto i legali della famiglia Sacchi Armida Decina e Paolo Salice. "Abbiamo ritenuto opportuno associarci alle richieste formulate dai difensori degli imputati, perché non vogliamo che il processo nasca con falle procedurali. Anastasyia era presente in aula; ha ignorato l'intera famiglia Sacchi. – hanno aggiunto i legali – Siamo rimasti colpiti dalla freddezza che ha dimostrato di avere. La Corte, infine, ha stilato un fitto calendario di udienze per i mesi di giugno, luglio, settembre e ottobre".