I settanta bus noleggiati da Atac in Israele per cominciare a migliorare il servizio di trasporto pubblico su strada nella capitale, in attesa dei tanto annunciati nuovi autobus attesi per l'inizio dell'estate (227 acquistati grazie alla gara Consip), sono fermi nelle rimesse perché troppo inquinanti. Lo denuncia la consigliera del Partito democratico Ilaria Piccolo, secondo la quale i mezzi non potranno essere immatricolati nuovamente e quindi non potranno mai essere utilizzati. "I 70 bus usati da Tel Aviv, datati 2008 e presi da Atac in affitto, secondo quanto abbiamo appreso, sono bloccati nei depositi di Salerno e Roma e non entreranno mai in servizio, perché non possono essere immatricolati visto che sono Euro 5 e non Euro 6 – ha spiegato l'esponente dem – Sono in corso incontri con la Motorizzazione, ma il Campidoglio ha già pagato ai fornitori il 16% dell'importo, che è pari a circa 500mila euro al mese. Raggi e Meleo vengano in Aula a spiegare quello che si prefigura come l'ennesimo danno perpetrato ai danni dei cittadini".

L'azienda del trasporto pubblico della capitale ha risposto in una nota, chiarendo che non c'è nessun rischio economico ma non negando la circostanza, mostrandosi poi fiduciosa per una risoluzione positiva della vicenda:"
"In relazione a notizia di stampa riferite al noleggio di 70 bus provenienti da Israele, Atac precisa che l'azienda non corre alcun rischio economico per la fornitura. I corrispettivi finora versati al noleggiatore sono infatti coperti da specifica polizza di garanzia. Relativamente all'immatricolazione delle vetture a noleggio, il fornitore sta provvedendo, a sua propria cura ed onere, alla finalizzazione di quanto necessario per mettere in strada le vetture come previsto dal contratto".