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Una ragazza di 22 anni affetta da depressione post partum ha minacciato di gettare la figlia di due mesi fuori dal balcone. Il compagno ha chiamato le forze dell'ordine, che sono intervenute poco dopo e hanno trovato la ragazza di nuovo dentro casa: il fidanzato era riuscito a calmarla e a farla desistere, così era tornata dentro insieme alla bambina. Quando la polizia è arrivata in via Maremmana Inferiore, zona Guidonia, hanno parlato col ragazzo, che ha raccontato cos'era accaduto e ha spiegato che la ragazza soffriva di depressione post partum, una malattia di cui sono affette numerose donne al termine della gravidanza e che se non curata può portare una madre a compiere – purtroppo – anche gesti estremi nei casi più gravi.

Una volta ascoltato il racconto del fidanzato della giovane, i poliziotti hanno deciso di chiedere per precauzione l'intervento di un medico per controllare lo stato di salute della ragazza. Il dottore ha verificato lo stato di depressione e potenzialmente in grado di compiere gesti pericolosi, decidendo quindi di farla ricoverare nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Tivoli. La piccola di due mesi è stata affidata al padre.

Non è chiaro se la donna fosse in cura per la depressione post partum o se invece sia stata lasciata sola a combattere la malattia. Spesso capita che non ci renda conto – e nemmeno si crede possibile – che una donna possa aver bisogno di un sostegno psicologico dopo il parto. E i servizi indispensabili dal momento del concepimento a quelli del parto, non vengono attivati. Se una persona ha risorse materiali, psicologiche e culturali lo fa, altrimenti no. Ma questa malattia, se non curata, può portare a tragedie, nel caso di questa mamma e della neonata fortunatamente sventate.