Gaia e Camilla
in foto: Gaia e Camilla

Il Procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e il sostituto Roberto Felici hanno chiesto il giudizio immediato per Pietro Genovese, il giovane che la notte del 22 dicembre ha investito e ucciso le sedicenni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Se la richiesta dovesse venire accettata, non ci sarà l'udienza preliminare, ma si andrà direttamente in aula. L'istanza è stata depositata il giorno dopo la perizia del consulente, che ha stabilito che le due ragazze stavano attraversando a quindici metri dalle strisce pedonali, ma che allo stesso tempo Pietro Genovese andava troppo veloce, a una velocità non consentita in quella strada. La posizione del ragazzo potrebbe però alleggerirsi e si potrebbe configurare un concorso di colpa.

"Gaia e Camilla erano sulle strisce"

"Stiamo lavorando alla nostra bozza di consulenza che documenta come le ragazze nell'attraversare la strada hanno tenuto una condotta corretta e che erano sulle strisce pedonali", ha dichiarato a Fanpage.it Giulia Bongiorno, legale della famiglia di Gaia Von Freymann. "Se ciò che emerge da queste notizie corrisponde a quanto scritto nella perizia, posso dire che noi abbiamo una serie di elementi che ci permettono di dimostrare la correttezza della condotta tenuta dalle due giovani".

La morte di Gaia e Camilla

Gaia e Camilla sono morte poco dopo la mezzanotte del 22 dicembre 2019, mentre tornavano a casa. Sono decedute dopo essere state investite dall'auto di Pietro Genovese, figlio del regista Paolo. Secondo alcune testimonianze, avrebbero attraversato la strada correndo in un punto poco visibile e lontano dalle strisce pedonali. Altre dicono che hanno attraversato col rosso, ma in prossimità delle strisce. Genovese, il cui tasso alcolico era superiore a quello consentito dalla legge, è agli arresti domiciliari dal 26 dicembre.