Concorso di colpa. Questo punterebbe a stabilire la perizia del pubblico ministero depositata in Procura sul tragico incidente in cui hanno perso la vita Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due sedicenni investite su Corso Francia dall'auto di Pietro Genovese. Come riportato da Il Messaggero, la perizia ha stabilito che il ventenne procedeva a forte velocità, ma le ragazze hanno attraversato non sulle strisce pedonali e in un punto in cui erano poco visibili. Si potrebbe quindi alleggerire la posizione del ventenne, ai domiciliari dal 26 dicembre. La difesa non ha mai chiesto la revoca delle misure cautelari, preferendo aspettare la prosecuzione delle indagini.

L'incidente in cui hanno perso la vita Gaia e Camilla

L'incidente in cui hanno perso la vita Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann è avvenuto poco dopo la mezzanotte del 22 dicembre 2019. Le due sedicenni stavano tornando a casa dopo aver trascorso il sabato sera insieme ad alcuni amici. Sono morte attraversando Corso Francia, secondo alcuni testimoni stavano correndo mano nella mano. A investirle, Pietro Genovese, figlio del regista Paolo. Il ragazzo è risultato positivo all'alcol test: il tasso registrato era oltre il limite consentito dalla legge. Senza contare che, essendo neopatentato, non avrebbe dovuto bere nulla. Il giovane era in macchina con due amici, stavano andando in una discoteca a ballare.

Le versioni dei testimoni

Diversi testimoni hanno assistito alla scena, ma le loro versioni sono risultate da subito discordanti. Secondo un amico di Genovese, in macchina con lui al momento dell'impatto, Gaia e Camilla sarebbero sbucate dal nulla, vederle era impossibile. Avrebbero attraversato correndo davanti a un'altra macchina, che ha fatto invece in tempo a frenare, e poi sarebbero finite sull'auto di Genovese. Alcuni dicono che erano lontane dalle strisce e che hanno scavalcato il guardrail, altri che hanno attraversato al semaforo, che però è diventato rosso a metà percorso.