Il luogo dove sono state investite Gaia e Camilla
in foto: Il luogo dove sono state investite Gaia e Camilla

"Nessun gioco al semaforo, è falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l'abitudine di attraversare la strada con il rosso" ha spiegato l'avvocato della famiglia Romagnoli, Cesare Piraino, in merito alla notizia che si sta diffondendo su un presunto pericoloso gioco adolescenziale che avrebbero compiuto le sedicenni investite da un suv a Corso Francia la notte tra il 21 e 22 dicembre. E ha chiarito che: "Mai la signora Romagnoli si è espressa nei termini di cui si è letto in qualche notizia di stampa relativamente agli arresti domiciliari di Pietro Genovese ma i genitori di Camilla hanno ribadito più volte già subito dopo i drammatici fatti a seguito dei quali hanno perso la figlia che vogliono giustizia, non vendetta".

Un'amica di Gaia: "Anche io ho attraversato in quel modo"

Il punto esatto dove Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli sono sono state investite e uccise dall'automobile di Pietro Genovese è scarsamente illuminato, come ha descritto anche il gip nell'ordinanza con cui ha disposto i domiciliari per il 20enne. Pericoloso, ma nonostante questo alcuni ragazzi, per fare in fretta, lo utilizzano per attraversare. Un'amica di Gaia e Camilla all'agenzia Agi ha raccontato: "Vado lì ogni giorno. Accanto a quel guardrail pieno di fiori. Mi siedo e penso a Gaia. Alla mia amica che non c'è più. Ai nostri giorni insieme. E rifletto su quanto siamo incauti noi ragazzi. Perché sì, anche io ho attraversato corso Francia di notte, correndo, fuori dalle strisce pedonali e con il semaforo verde per le auto. Rischiando la vita".

I genitori di Camilla nominano un perito

In attesa dell'esito delle indagini svolte dalla Procura, i coniugi Romagnoli, assistiti dal loro avvocato, hanno nominato un perito per effettuare una ricostruzione scientifica dell'incidente e degli accertamenti "compatibilmente con i nostri poteri e nei limiti consentiti ai fini dell'accertamento pieno della verità" spiega Piraino. Il 2 gennaio il ventenne ristretto ai domiciliari sarà interrogato.