C'erano tutti, ma proprio tutti al funerale di Fabrizio Piscitelli. Da Luca Lucci, capo ultras del Milan noto per la foto in cui stringe la mano a Matteo Salvini, a Valerio Arenare e Stefano Schiavulli di Forza Nuova, passando per il militante di CasaPound che urlò "Ti stupro" a una mamma rom assegnataria di una casa popolare a Casal Bruciato. Presenti i delegati delle tifoserie di Inter, Triestina, Chieti, Verona e qualche tifoso della Roma che si è presentato con la sciarpa della Curva Sud. Ma a omaggiare Diabolik c'erano anche gli Inter City Firm del West Ham, gli Ultras Sur del Real Madrid e i Sofia West del Levski Sofia: tutti gruppi ultras noti per le simpatie di estrema destra. Non bisogna stupirsi quindi che ad accogliere il feretro di Diabolik ci fossero saluti romani e cori da stadio, oltre agli insulti alle forze dell'ordine e ai giornalisti presenti, definiti più volte ‘sciacalli'.

Il funerale di Diabolik, tra cori da stadio, bandiere nere e striscioni con canzoni di Califano

La cerimonia funebre per Fabrizio Piscitelli è durata circa un'ora. Alla fine la polizia ha impedito che i tifosi portassero in spalla la bara fin dalla piazza antistante il santuario del Divino Amore, cosa che ha creato alcune tensioni, soprattutto con la famiglia. La moglie di Fabrizio Piscitelli ha accusato un malore, mentre le figlie hanno iniziato a urlare agli agenti "Guardate che avete fatto", incolpandoli di quanto accaduto alla madre. Sono circa 500 i tifosi accalcati in piazza Don Umberto Terenzi, mentre 100 è il numero di persone autorizzato dalla questura a partecipare alle esequie private nel santuario del Divino Amore. Inizialmente la polizia aveva disposto esequie private che avrebbero dovuto svolgersi lo scorso martedì, ma la famiglia di Piscitelli ha rifiutato l'autorizzazione allo spostamento della salma al cimitero di Prima Porta. E, nonostante il divieto, gli esponenti delle curve di tutta Italia avevano già annunciato: "Ci vediamo a Roma".