Anche a Roma si discute di come far ripartire la città e l'economia nella così detta Fase 2 dell'emergenza coronavirus. Aperture in sicurezza e mantenimento del distanziamento sociale sono le indicazioni  su cui stanno lavorando le istituzioni locali, di concerto con le parti sociali. Una delle ipotesi allo studio è quella dell'installazione di pannelli di plaxiglass e dell'aumento del suolo pubblico occupato dai tavolini all'aperto. La mini sindaca del I Municipio di Roma Sabrina Alfonsi, del Partito Democratico, ha spiegato a Fanpage.it come sia necessario sostenere la ripartenza ma, allo stesso modo, non fare passi indietro sul decoro della città e in particolare del centro storico e di non cedere sul "tavolino selvaggio", dopo lo sforzo di questi anni per stabilire regole certe facendole rispettare.

"Come ho avuto modo di dire ieri mattina, nel corso di una riunione della cabina di regia municipale sull’emergenza coronavirus alla quale partecipano anche i rappresentanti dell’opposizione, occorre capire cosa si può fare per garantire il sostegno necessario alle attività turistiche e commerciali della Capitale. – ha spiegato Alfonsi – Quello che serve è avviare una riflessione su quale debba essere il ventaglio di strumenti da mettere a disposizione degli imprenditori per aiutarli a uscire da una crisi che si preannuncia assai pesante e farsi trovare pronti e con le idee chiare nel momento in cui le attuali limitazioni verranno attenuate".

È nato così un gruppo di lavoro interno al consiglio del I Municipio "per dare il nostro contributo in termini di proposte", e che "potranno essere anche diverse o complementari a quelle, come le agevolazioni sulle occupazioni di suolo pubblico e la revisione dei Piani di Massima Occupabilità, che sono già state avanzate nella mozione approvata dall’Assemblea Capitolina con l’astensione del Partito Democratico". Alfonsi già inizia a mettere le mani avanti su alcune proposte: "Aiutare i settori più in difficoltà in questo momento è doveroso, ma bisogna farlo rispettando le esigenze di protezione dai rischi sanitari ed evitando di fare passi indietro rispetto al decoro della nostra città. Un esempio per tutti: sarebbe profondamente sbagliato consentire una proliferazione di schermi divisori in plexiglass sui nostri marciapiedi solo per poter mettere un tavolo in più"