Cos'è accaduto la sera del 4 maggio al civico 40 di via Carissimi a Marino? Com'è stato possibile che un'intera palazzina sia esplosa, ‘sventrata' il termine usato dal sindaco Carlo Colizza, e che tre persone siano rimaste ferite? Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo diretta da Emanuele Tamorri e dai colleghi di Marino, proseguono a 360 gradi. Finora nessuna pista è esclusa, compresa quella dolosa. Quello che si sa con certezza è che la bombola del gas che si trovava in casa della donna di 53 anni era totalmente aperta: un fatto singolare sul quale i militari stanno indagando, che potrebbe indicare un incidente o un gesto volontario. Al momento stanno sentendo i vicini di casa e le persone che la conoscono al fine di capire cosa sia potuto accadere nell'appartamento al civico 40 la sera del 4 maggio. Parlare direttamente con la 53enne non è possibile: è ricoverata in gravi condizioni in ospedale, dove lotta tra la vita e la morte. Non è detto che ce la farà a sopravvivere.

L'esplosione della palazzina a Marino

L'esplosione nel centro di Marino è avvenuta la sera del 4 maggio poco prima delle 20. Un boato enorme è riecheggiato nella zona dei Castelli Romani, mentre sul posto sono intervenuti immediatamente carabinieri e vigili del fuoco. Dalle macerie sono state estratte vive una donna e la sua bambina di quattro anni, fortunatamente con ferite lievi. Subito gravi sono apparse invece le lesioni riportate dalla 53enne che si trovava all'interno dell'appartamento esploso: portata immediatamente in ospedale, da allora non ha mai ripreso conoscenza.

Evacuato lo stabile

Tutto il palazzo interessato dall'esplosione è al momento inagibile. Si è evitata la strage perché le altre famiglie residenti dello stabile non si trovavano in casa. Adesso sono ospitate in hotel e non sanno quando potranno fare ritorno nelle proprie abitazioni.