I vigili del fuoco che scavano tra le macerie
in foto: I vigili del fuoco che scavano tra le macerie

"Ero a tavola insieme a mia figlia e stavamo mangiando, quando, improvvisamente, il pavimento ci è crollato sotto ai piedi. Ho temuto per mia figlia". Sono le parole di Veronica, la mamma trentunenne rimasta coinvolta insieme alla figlia di quattro anni e a un'altra donna, nell'esplosione a Marino di lunedì scorso, nella palazzina in via Gian Giacomo Carissimi nel centro storico. La donna ha raccontato a La Repubblica i momenti di paura che ha vissuto due sere fa, di quella che avrebbe potuto rivelarsi una tragedia, ma che fortunatamente non ha avuto esito mortale. Come spiegato dal sindaco Carlo Colizza infatti, gran parte degli appartamenti erano vuoti, ciò ha evitato conseguenze ben più gravi.

Migliorano le condizioni della donna rimasta gravemente ferita

Tutte e tre le residenti coinvolte nel crollo dell'edificio sono state estratte dalle macerie dai vigili del fuoco, soccorse in ambulanza e trasportate in ospedale. La trentunenne e sua figlia, all'ospedale di Frascati, sono rimaste lievemente ferite e dimesse ieri mattina, mentre per la cinquantenne romena, grave, è stato necessario il trasporto all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. Fortunatamente le sue condizioni di salute stanno migliorando, ma al momento resta nel reparto di terapia intensiva, ha riportato ustioni su varie parti del corpo. A provocare l'esplosione è stata una fuga di gas partita da una bombola nella cucina dell'appartamento al primo piano che a seguito dei sopralluoghi è risultata difettosa. A confermarlo anche i tecnici Italgas. Resta da capire se gli appartamenti del palazzo non coinvolti nell'esplosione siano agibili.