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Opinioni

Dopo Torre Maura è ora di discutere dell’impunità di cui gode l’estrema destra razzista

Bombe carta, insulti, minacce all’incolumità di uomini, donne, bambini, operatori, auto di servizi pubblici e cassonetti in fiamme. Slogan truci e razzisti. Tutto di fronte alle istituzioni che lasciano fare. Così l’estrema destra alla periferia di Roma, poche decine di persone, gode di un’incredibile impunità.
A cura di Valerio Renzi
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Una macchina della Sala Operativa Sociale del comune e un camper dati alle fiamme. Insulti, sputi e calci, cassonetti incendiati, strade bloccate, bombe carta, pasti distrutti, ospiti di un centro di accoglienza presi in ostaggio senza poter entrare o uscire a rischio della loro incolumità. Questo è il campionario della violenza andata in onda in 48 ore a Torre Maura, agita da poche decine di persone, a volta da quattro o cinque. Uomini, donne, bambini terrorizzati giorni e notte senza colpi apparenti se non la loro etnia: non hanno deciso neanche loro di andare in via Codirossoni. Ieri sera, mentre Forza Nuova dava vita a una sceneggiata fatta di slogan truci e saluti romani, dando il cambio ai cugini di CasaPound, il cibo diretto al centro non riusciva a superare il blocco. Una protesta ancora più strumentale dopo la scelta della sindaca Virginia Raggi di cedere alla piazza, trasferendo le famiglie rom che hanno accettato a seguito di diversi sgomberi l'accoglienza del comune in altri centri. Cittadini in emergenza abitativa, su cui lo stigma degli zingari pesa, mentre le istituzioni continuano a riprodurre il modello del campo mono etnico.

In tanti in queste ore, anche a sinistra, parlando dell'esasperazione delle periferie, giustificano quanto accaduto parlando di poca comunicazione con il quartiere o dell'abbandono di quartieri come Torre Maura. Tutto vero, tutto giusto: ma cosa c'entrano in rom? A mettere in crisi la propaganda è bastato Simone, 15 anni, che ha mandato in corto circuito il comizio di uno dei leaderini dell'estrema destra giunti sul posto. Vera e concreta invece è la violenza, tollerata nei fatti dalle istituzioni, con le forze dell'ordine che lasciano fare a favore di telecamere, mentre il caso monta e conquista le prime pagine dei giornali. La verità è che sono rom, di loro non frega niente a nessuno e se fargli vivere un po' di terrore non fa perdere consenso va bene così. Esattamente come accade per i migranti ingiuriati, insultati, aggrediti in situazioni analoghe.

L'estrema destra razzista agisce impunita, viene trattata con i guanti di velluto mentre mette in atto una strategia fatta di paura e terrore nei confronti di una minoranza inerme. Qualche giorno fa a Torino una biciclettata non autorizzata, una così detta critical mass, è stata caricata senza nessun apparente motivo. Qualche giorno dopo a Padova un corteo voleva contestare la presenza di Forza Nuova in città ed è stato fermato a suon di manganellate. Per non parlare della facilità con cui azioni di forza vengono portate avanti nei confronti nei picchetti degli operai della logistica che scioperano. In tutti questi casi (e se ne potrebbero fare molti altri) non c'è nessun margine di trattativa, nessuna tolleranza, nessuna azione di mediazione, nessuna attenzione ai bisogni sociali o alle questioni espresse dalla protesta. Qui invece, alla periferia di Roma, lugubri figuri possono fare ciò che vogliono mentre la polizia sta a guardare. E questo è un dato di fatto.

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Giornalista pubblicista e capo area della cronaca romana di Fanpage.it. Ho collaborato prima prima di arrivare a Fanpage.it su il manifesto, MicroMega, Europa, l'Espresso, il Fatto Quotidiano. Oltre che di fatti e politica romana mi occupo di culture di destra e neofascismi. Ho scritto per i tipi di Edizione Alegre "La politica della ruspa. La Lega di Salvini e le nuove destre europee" (2015) e per Fandango Libri "Fascismo Mainstream" (2021).
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