Non è facile capire cosa sta accadendo in questi giorni a Centocelle, dove è in atto una vera e propria strategia del terrore da parte di chi si vuole prendere un quartiere in piena espansione. Ieri notte, nonostante la militarizzazione del territorio seguito all'incendio della Pecora Elettrica, un gruppo di professionisti ha dato alle fiamme il Baraka Bistrot in via dei Ciclamini distruggendolo completamente. Questa sera i proprietari di pub e locali della zona sono in dubbio ad alzare la serranda. "E se questa volta toccasse a noi?", si chiedono.

In molti – anche noi – hanno guardato alla piazza di spaccio in fondo a via delle Palme per capire cosa sta accadendo. Ma forse bisogna alzare ancora un po' lo sguardo e guardare dall'altro lato di via Palmiro Togliatti, al Quarticciolo per comprendere le ragioni dell'ondata di terrore che ha colpito Centocelle. Qui da alcuni anni si è strutturata una florida piazza di spaccio tra i lotti della case popolari. Un'organizzazione governata da famiglie locali, ben armata, con vedette e pusher a stipendio che controllano il territorio, e il welfare criminale che "campa" centinaia di persone garantendo il consenso.

La verticalizzazione dello spaccio è avvenuta al Quarticciolo sul "modello Scampia" come altrove a Roma. Lo racconta con precisione un'inchiesta del 2017. Sappiamo che qui un pusher o una vedetta può guadagnare tra i 500 e i 1500 euro al mese, che l'organizzazione mette a disposizione e paga gli avvocati ai propri membri in caso di arresto, e che insospettabili inquilini dei caseggiati erano stipendiati per fare "la retta", ovvero nascondere la droga in casa. Addirittura era stata organizzato un servizio mensa per gli impiegati delle piazze di spaccio.

A fornire armi e droga al Quarticciolo è la camorra, e proprio "i napoletani "che qua stanno mettendo radici avrebbero deciso che è arrivata l'ora di allargare gli affari. La piazza delle case popolari comincia a stare stretta e ci sta bisogno di diversificare: l'obiettivo è la piazza di spaccio di via delle Palme e tutta la zona limitrofa. Ma per farlo ci sta bisogno di imporre il proprio potere su un quartiere molto diverso da Quarticciolo, dove pusher, vedette e boss nascenti sono cresciuti tutti insiemi nei cortili delle case popolari. C'è bisogno di far capire subito chi comanda e anche di allontanare dal quartiere i possibili elementi di disturbo, a cominciare dalla scena alternativa e politicizzata che abita Centocelle e che potrebbe farsi venire in testa l'idea di opporsi ai nuovi padroni.

In attesa che gli investigatori e chi controlla il territorio diano le risposte che tutta la città si aspetta con gli strumenti che gli sono propri, chi fa il nostro mestiere, la politica e la società civile hanno il dovere di cominciare a trovare da sé le risposte, magari parziali o imperfette, senza far finta di non vedere la gravità della situazione. Brancolare nel buio non è più un'opzione se non si vuole consegnare tutta la città a chi semina il terrore e spegne le luci delle strade che, fino a prova contraria, sono di tutti.