Le condizioni dei due turisti cinesi contagiati dal coronavirus sono in lieve miglioramento. Lo ha comunicato l'Istituto di malattie infettive Lazzaro Spallanzani nel bollettino medico diffuso alle 12 di questa mattina, spiegando che la coppia si trova ancora ricoverata in terapia intensiva. Al paziente di 66 anni in particolare è stato ridotto il supporto respiratorio, anche se la prognosi resta comunque riservata. Il ricercatore emiliano di 29 anni ricoverato lo scorso mercoledì dalla Cecchignola continua a essere in buone condizioni generali. Finora sono 58 le persone che sono state sottoposte ai test per la ricerca del nuovo coronavirus: 46 sono state dimesse perché risultate negative agli esami, 9 sono in attesa di risultato, uno è ancora ricoverato per altri motivi clinici. Finora i casi confermati sono tre. Le venti persone che facevano parte del gruppo di viaggio della coppia cinese contagiata e che sono state maggiormente a contatto con loro, si trovano ancora in quarantena allo Spallanzani.

Coronavirus, il ricovero dei turisti cinesi e del ricercatore italiano

I due turisti cinesi sono stati ricoverati allo Spallanzani lo scorso 29 gennaio. Erano atterrati a Malpensa con un volo da Wuhan insieme a un gruppo di venti connazionali con cui avrebbero dovuto girare l'Italia. Arrivati a Roma però, si sono sentiti male. I due, marito e moglie di 66 e 65 anni, hanno dichiarato di essere rimasti in albergo per tutto il tempo del loro soggiorno a Roma e di non aver preso mezzi pubblici. Il ricercatore emiliano di 29 anni invece, si è sentito male lo scorso mercoledì mentre si trovava in quarantena alla Cecchignola con altri 55 connazionali. Era andato a Wuhan in vacanza per trovare la fidanzata: rimpatriato con un volo militare atterrato a Pratica di Mare, è risultato poi positivo al coronavirus. Attualmente le sue condizioni sono buone, tanto che continua a lavorare come ricercatore dall'interno dello Spallanzani.