C'è anche il nome di Fabrizio Piscitelli nelle carte dell'inchiesta "Grande Raccordo Criminale", che questa mattina ha portato all'arresto di 51 persone tra Lazio, Calabria e Sicilia. Il capo ultras degli Irriducibili, ucciso il 7 agosto, risulta tra gli indagati della maxi inchiesta relativa al traffico di droga che riforniva le piazze di spaccio della capitale. Il blitz è stato condotto all'alba dalla Guardia di Finanza su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che da tempo indaga su un importante giro di narcotraffico radicato in diverse regioni d'Italia ma che come epicentro aveva Roma e le sue piazze di spaccio. Secondo gli inquirenti Diabolik era il leader del gruppo e, grazie ai rapporti stretti con la ‘ndrangheta era in grado di movimentare grosse partite di droga dal Sud America piazzandole nella capitale e rifornendo numerosi gruppi criminali a Tuscolana, Bufalotta, San Basilio, Tor Bella Monaca, Colli Aniene, Ostia, Romanina, Primavalle e nell'hinterland. Proprio la scalata di Piscitelli come narcotrafficante potrebbe stare dietro il suo omicidio.

Fabrizio Fabietti: il broker della cocaina

L'organizzazione era retta oltre che da Piscitelli da Fabrizio Fabietti, classe 1977, descritto dagli inquirenti come un importante broker della droga sulla piazza romana. Era lui a garantire gli approvvigionamenti di cocaina e hashish, grazie anche alle relazioni con importanti esponenti del clan di ‘ndrangheta Bellocco, come i fratelli Emanuele e Leopoldo Cosentino, anche loro raggiunti dall'ordine di arresto. Sempre Fabietti – che dopo l'omicidio di Piscitelli aveva cominciato a prendere precauzioni – aveva selezionato i "clienti" del gruppo, importanti elementi criminali considerati affidabili che rifornivano all'ingresso.

Fabrizio ‘Diabolik' Piscitelli e gli Irriducibili coinvolti

L'organizzazione era retta grazie anche alla "fama" di Diabolik e al suo riconoscimento nel mondo della malavita. In particolare Piscitelli si occupava del controllo del territorio e delle operazioni di intimidazione e recupero crediti, utilizzando anche soggetti provenienti dallo stadio e dal suo gruppo gli Irriducibili, come Ettore Abramo alias "Pluto", Aniello Marotta, Alessandro Telich.

Una violenta batteria di picchiatori

"Le investigazioni hanno fatto emergere uno spaccato delittuoso che vede il sodalizio di narcotrafficanti evolversi e costituire una ‘batteria di picchiatori' (‘…oh gli ho preparato una macchina, li massacriamo tutti eh…') composta da soggetti appositamente incaricati dell'esecuzione di attività estorsive per il recupero dei crediti maturati nell'ambito del traffico di droga, mediante l'impiego della violenza, non escludendo l'uso delle armi (‘…vabbe' spariamogli, che dobbiamo fare?…). Una batteria che agisce in concreto: sono almeno due gli episodi di estorsione con metodi violenti ricostruiti. Il primo ai danni di un vecchio compagno di cella di Fabietti che, responsabile di non aver onorato un pregresso debito di droga di circa 100.000 euro, diviene vittima di una brutale aggressione, prima di cedere alle richieste dei vertici del sodalizio. Il secondo episodio estorsivo matura, invece, nei confronti di altri due soggetti già noti alle cronache giudiziarie per i loro trascorsi nel settore del narcotraffico. Ancora una volta, dopo le minacce di morte, gli associati riescono a farsi promettere la dazione di 90.000 euro". Così gli inquirenti descrivono le attività dei gruppo di picchiatori al servizio di Piscitelli, che gestiva anche una rete di corrieri che consegnavano gli stupefacenti.

"La devo dà a tutta Roma…": i nomi dei ras della droga in carcere

"La devo da' a tutta Roma…", così Fabietti parlava al telefono spiegando di dover rifornire di droga tutta la capitale. E in effetti è emerso come l'organizzazione rifornisse "una schiera di acquirenti ‘all'ingrosso' che, in ragione dello stabile rapporto di fornitura che li lega, sono considerati parimenti associati all'organizzazione, garantendole costanti disponibilità economiche, fondamentali per la sua esistenza e operatività". Troviamo così molti ras della droga arrestati all'interno dell'operazione: Nicolas ed Emiliano Pasimovich (entrambi classe 1985), originari del Sudamerica ma residenti sul litorale pontino;.Adnan Ibrakovic (classe 1981), Stefano Piccioni (classe 1971), Paolo Salvemini (classe 1977), Stefano Coniglio (classe 1983), Adamo Castelli (classe 1967), Angelo Bartocci (classe 1963), Giuliano Cappoli (classe 1993), Abramo Di Guglielmo (classe 1980) e Sabatino Di Guglielmo (classe 1968) – questi ultimi due contigui al clan dei Casamonica – Roberto Montanaro (classe 1961) e Marco Tripodi (classe 1976).  Tra il febbraio e il novembre del 2018 il gruppo di Fabietti e Piscitelli ha movimentato 250 chili di cocaina e 4.250 hashish per un "valore complessivo stimato "al dettaglio" di circa 120 milioni di euro". L'associazione poteva contare su un flusso costante di droga proveniente dal Sud America (cocaina da Colombia e Brasile) e dal Nord Africa (hashish dal Marocco), garantito dai fornitori abituali, quali Dorian Petoku, Francesco Maria Curis e Alessandro Savioli , tutti arrestati.

Il passato criminale di Diabolik, il capo degli Irriducibili della Lazio

Il nome del capo degli Irriducibili era citato anche nell'inchiesta di Mafia Capitale, dove era indicato come il coordinatore di una batteria di picchiatori di Ponte Milvio che si occupava di riscuotere crediti e di rifornire di droga quella particolare zona di Roma. Nel 2013 è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Roma perché accusato di essere a capo di un gruppo criminale che trasportava droga dalla Spagna all'Italia. Secondo gli inquirenti, negli ultimi venticinque anni Diabolik si sarebbe "dedicato al crimine organizzato finanziando numerose importazioni di sostanze stupefacenti", vivendo "costantemente all'insegna della prepotenza e della sopraffazione sul prossimo, indifferente ai numerosi provvedimenti di polizia adottati nei suoi confronti". Nel 2015 è stato invece condannato nel processo relativo al tentativo di scalata alla Lazio, in cui fu coinvolto anche l'ex calciatore Giorgio Chinaglia.

L'omicidio di Piscitelli e la pista della criminalità organizzata

Fabrizio Piscitelli è stato ucciso a Roma il 7 agosto, intorno alle 18.30. Il capo ultras era seduto su una panchina insieme alla sua guardia del corpo: stava aspettando una persona, qualcuno con cui aveva un appuntamento. Com'è noto, questo qualcuno non si è mai presentato: al suo posto è arrivato un killer, vestito da runner, che si è avvicinato al capo degli Irriducibili e gli ha sparato un colpo di pistola sopra l'orecchio sinistro, uccidendolo sul colpo. Non ha ancora un nome il suo assassino, così come non hanno ancora un nome i mandanti dell'omicidio. Da subito però, le indagini si sono rivolte verso il mondo della criminalità organizzata: una pista che non ha ancora portato a un risultato, ma che è sempre sembrata la più plausibile.