Nereo Murari
in foto: Nereo Murari

Le forze dell'ordine cercano un'utilitaria scura. È la macchina che ieri all'alba ha investo e ucciso Nereo Murari, il clochard di 73 anni travolto da un pirata della strada su Corso d'Italia all'incrocio con via Po, due passi da piazza Fiume in centro a Roma. Il conducente della vettura è ricercato per omicidio stradale e omissione di soccorso. L'uomo era molto conosciuto e amato dai residenti della zona, dai commercianti e dagli impiegati della zona, che negli anni avevano imparato a conoscere e a volere bene a Nereo, con il suo carattere dolce e un libro sempre in mano, come testimoniato dai tanti fiori e biglietti di saluto che si sono accumulati sul luogo dell'incidente. A vegliarlo quando era steso in terra già senza vita la sua cagnolina Lilla, che è stata già adottata dopo il passaparola nella giornata di ieri. I funerali dell'uomo si terranno domani, mercoledì 9 gennaio, alle 19.15 nella basilica di Santa Teresa D'Avila a Corso Italia.

"La notizia della sua morte è la notizia di una città violenta, di automobilisti che uccidono e scappano via, che attraversano la città di notte, come di giorno, nel modo in cui si guida in un videogioco o in una pista da gioco. – il ricordo di Nereo pubblicato ieri da Fanpage.it – Nel modo in cui si delega sempre a qualcun altro la responsabilità per gli altri. Nel modo in cui si dimentica con estrema facilità che un uomo dovrebbe sentirsi e muoversi liberamente senza minacciare mai la libertà e mettere a repentaglio la vita di qualcun altro. La morte di Nereo è violenta come violento e disumano è stato il gesto di chi a Trieste ha gettato nella spazzatura gli averi di un clochard.  C'è una violenza nelle nostre città che fa orrore. Una violenza alla quale bisogna continuare a resistere tanto più pare farsi grave".