Immagine di repertorio: manifestazione antifascista a Roma
in foto: Immagine di repertorio: manifestazione antifascista a Roma

Alcuni studenti del Benedetto Da Norcia hanno denunciato di essere stati aggrediti fuori scuola da alcuni militanti di Blocco Studentesco, l'organizzazione studentesca di CasaPound. "Gli attivisti di estrema destra stavano volantinando all'ingresso dell'istituto e sono scattati quando un ragazzo ha preso il volantino e l'ha piegato per metterselo in tasca", racconta uno studente. "Evidentemente hanno pensato che stava per strapparlo. Allora sono partiti con calci e pugni. Il ragazzo è cascato per terra e hanno continuato a colpirlo. Poi si sono accaniti sulla ragazza che era con lui, prendendola a schiaffi". Due studenti sono dovuti andare in ospedale per ricorrere alle cure dei sanitari e si sono fatte refertare. La Questura di Roma conferma che una pattuglia è dovuta andare al Benedetto Da Norcia dopo la chiamata fatta dal preside dell'istituto: ma i protagonisti dell'aggressione si erano già dileguati. "Questo avviene nel giorno in cui il Ministro Tria dice che lo sgombero dell'occupazione a Via Napoleone III non è una priorità. Riviviamo le pagine più nere del passato", ha dichiarato il segretario romano del Pd Andrea Casu. Il padre di uno dei due ragazzi aggrediti ha dovuto accompagnare il figlio a medicarsi al pronto soccorso: il giovane non ha riportato fortunatamente lesioni gravi. Ha un labbro spaccato e qualche lieve contusione al volto.

Una studentessa: "Non è il primo atto intimidatorio che subiamo"

Una studentessa che frequenta il quinto anno del Benedetto Da Norcia ha raccontato a Fanpage.it il clima in cui gli studenti vivono da qualche tempo. "Purtroppo già l'anno scorso sono successi fatti gravissimi, come botte con i caschi addosso al nostro rappresentante d'istituto, minacce intimidatorie nei miei confronti e nei confronti di altri ragazze del collettivo. Questa mattina stavo entrando a scuola e ci hanno detto che uno studente era stato aggredito da alcuni militanti di Blocco Studentesco, quindi in un po' siamo andati lì. Loro se ne erano andati, ma il ragazzo attaccato era lì con il volto pieno di sangue. Gli hanno detto ‘ma che fai, non lo prendi il nostro volantino?'. Lui non ha avuto nemmeno il tempo di rispondere ed è iniziato il pestaggio".

Il ministro Giovanni Tria blocca lo sgombero di CasaPound

Ed è di oggi la notizia che il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria ha detto che lo sgombero di CasaPound non è tra quelli imminenti. Secondo Tria non c'è priorità di sgombero perché il palazzo di CasaPound non è a rischio crollo e non ha problemi igienici. Il ministro si attesta così sulla linea del vicepremier Matteo Salvini, che aveva già dichiarato come lo stabile di via Napoleone III non fosse affatto una priorità per loro. La sindaca Virginia Raggi aveva scritto al Mef per chiedere la liberazione del palazzo dai militanti di estrema destra: la richiesta è stata inoltrata dopo che il Partito democratico ha presentato in Campidoglio una mozione per chiedere lo sgombero di CasaPound, ma oggi è arrivata la risposta negativa da parte del Ministero. Dopo la lettera della sindaca a Tria, CasaPound aveva annunciato una manifestazione sotto il Campidoglio, che si è tenuta l'8 febbraio. In quell'occasione Luca Marsella, consigliere di CasaPound al X Municipio di Ostia, aveva dichiarato: "C'è una delibera di Veltroni che impegna il Comune a trovare, in caso di sgombero, una soluzione a queste 18 famiglie. Se sarà trovata una soluzione dignitosa per queste famiglie noi saremo disposti ad andare via, perché lì non c'è una sede politica ma 18 famiglie in emergenza abitativa".