Pino è il partigiano di Casal Bruciato che, durante la manifestazione in solidarietà con la famiglia rom, ha fatto risuonare "Bella ciao" da due casse posizionate sul balcone. Le note della canzone partigiana sono risuonate nell'aria forte e chiare e sono state immediatamente riprese e cantate dalle persone presenti al presidio convocato dai movimenti per il diritto all'abitare. Pino è un signore anziano, che dopo aver messo "Bella ciao" per supportare la manifestazione, è sceso in piazza per sfilare con i residenti, i sindacati e i cittadini per opporsi all'altro presidio: quello di CasaPound, che voleva cacciare la famiglia rom – legittimamente assegnataria – dall'abitazione popolare che le era stata data. "Non si può fare a braccio di ferro con lo stato democratico, perdi sempre – ha detto Pino a Fanpage.it – Dicono che ci sono i rom cattivi, ma i cattivi stanno più dalla parte nostra che dalla parte dei rom. Casapound si guardasse in casa sua, i rom hanno tutto il diritto di vivere in santa pace. Ai giovani dico solo una cosa: scuola, lavoro e giustizia. I diritti non è tanto saperli avere, quanto saperli difendere. E quando li difendete con la ragione non c'è mai violenza".

Casal Bruciato, le proteste contro la famiglia rom

La scorsa settimana, a Casal Bruciato, una famiglia rom ha preso possesso della casa popolare che le era stata legittimamente assegnata. Questo ha però scatenato le lamentele di alcuni residenti che, guidati da CasaPound, hanno iniziato a protestare contro la loro presenza. La situazione è presto degenerata con minacce, insulti e tentativi di aggressione: e soprattutto Senada, la mamma di origine rom, è stata assaltata mentre cercava di entrare nella sua abitazione. La donna è stata addirittura minacciata di stupro da un militante di CasaPound presente alla contestazione. Per quei disordini sono stati iscritti nel registro degli indagati ventiquattro militanti di CasaPound e Forza Nuova: le accuse, a vario titolo, sono di istigazione all'odio razziale, violenza privata, adunata sediziosa, apologia di fascismo e minacce aggravate dall'odio razziale.