"Maschio, come ti chiami?". Inizia così il video, diffuso in esclusiva da Il Corriere della Sera, in cui si vede Gabriel Natale Hjorth interrogato in caserma. Il giovane ha una benda sugli occhi, il video è quello da cui è stata ripresa la foto che ha fatto il giro del mondo subito dopo l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega e per il quale Hjorth si trova in carcere a Regina Coeli da luglio. Il 19enne è seduto su una sedia, e risponde in modo confusionario alle domande dei carabinieri, poste non in presenza del suo avvocato. Sempre secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, intorno al giovane ci sarebbe anche Andrea Varriale, il collega di Mario Cerciello Rega che era con lui la notte in cui fu ucciso. Nel video si vede il giovane incalzato dai carabinieri, che gli chiedono che fine abbia fatto la ‘felpa rossa'. I militari si riferiscono all'indumento che Gabriel Natale Hjorth indossava la sera dell'omicidio del vicebrigadiere e sequestrata poi durante la perquisizione della stanza d'albergo che divideva con Finnegan Lee Elder.

Carabiniere ucciso, l'interrogatorio dell'americano arrestato

Il carabiniere che avrebbe bendato il ragazzo è accusato di aver adottato ‘misura di rigore non consentita dalla legge‘, mentre il collega che ha diffuso la foto è accusato di abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà. Nella memoria difensiva consegnata dall'avvocato Andrea Falcetta ai pm di Roma, chi ha bendato Hjorth ha spiegato che la misura era stata presa per evitare che il giovane facesse male a se stesso e agli altri: secondo la spiegazione del militare, si tratterebbe di uno ‘strumento di contenimento proporzionato', e che ‘l'interrogatorio si svolse con ogni garanzia di legge, quando il giovane si era calmato e già da tempo era stato liberato dalla benda‘. "Che le manette vengano utilizzate a fine di contenimento sarebbe plausibile – ha dichiarato Francesco Petrelli, legale di Hjorth – Ma in tanti anni di professione non mi è mai capitato di veder utilizzato il bendaggio ‘per evitare' che un fermato ‘faccia male a se stesso o ad altri'".

L'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega

Il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega è stato ucciso la notte del 26 luglio con undici coltellate da Finnegan Lee Elder, un giovane americano di 19 anni. Insieme a lui c'era l'amico Gabriel Natale Hjorth, con il quale aveva deciso di trascorrere una serata di divertimenti a Trastevere. I due hanno provato ad acquistare della cocaina, ma la compravendita è andata male: sia perché il pusher ha cercato di vendere loro della tachipirina, sia perché sono intervenuti degli agenti a bloccare l'operazione. Nel fuggi fuggi generale, Hjorth ed Elder hanno preso lo zaino di Sergio Brugiatelli, l'uomo che ha fatto da intermediario con gli spacciatori. Poi, lo hanno chiamato, chiedendo uno scambio: cento euro e un grammo di coca per lo zaino. Brugiatelli si è rivolto ai carabinieri, all'appuntamento si sono presentati al suo posto Cerciello e Varriale. Elder però, ha colpito Cerciello con undici coltellate, provocando la morte del vicebrigadiere. I due giovani si sono dati alla fuga, ma sono stati arrestati il mattino successivo nella loro stanza d'albergo.