Manuel Bortuzzo e il padre Franco
in foto: Manuel Bortuzzo e il padre Franco

"Manuel è forte, tornerà presto a nuotare", ha detto Franco Bortuzzo, padre del 19enne, promessa del Nuoto, in un'intervista esclusiva a Massimo Giletti nella puntata speciale di ‘Non è l'Arena', in onda questa sera su La7. "Mio figlio mi ha detto, ‘papà andiamo avanti'. E' forte, tanto forte". Il padre del ragazzo rimasto paralizzato dopo essere stato raggiunto da un proiettile vagante la notte di domenica 3 febbraio nel quartiere Axa di Roma ha raccontato a che punto è la ripresa del figlio: "E' stata una settimana difficile. Manuel è ancora in rianimazione ha spiegato – Gli hanno tolto le ultime suture anche se oggi era un po' sofferente anche per il carico dei farmaci ma risponde a tutti gli amici di piscina dicendo che lui tornerà in acqua, farà più fatica a prenderli, ma li prenderà", ha raccontato. Poi la domanda su come fa un genitore colpito da un evento come questo a mantenere un atteggiamento calmo e pacato davanti alla stampa. "La forza sta nell'essere presenti, nel non aver sbagliato nulla e di aver cercato di poter dare il massimo ai tuoi figli e di essere in pace con se stessi. Io, adesso, sono in pace con me stesso perché quello che dovevo fare l'ho fatto e ora devo trasmettere questa sensazione a mio figlio perché se io cedo cade tutto il palco e invece bisogna che legga nei mie occhi la forza: io sarò le sue gambe, io sarò il suo percorso e quindi massima fiducia", ha detto Franco Bortuzzo, ripercorrendo il momento in cui la guardia di finanza lo ha avvisato del ferimento del figlio.

Il padre di Manuel Bortuzzo racconta la notte dello sparo

Franco Bortuzzo ha raccontato i terribili momenti della notte di domenica scorsa, 3 febbraio, quando insieme alla moglie hanno appreso che loro figlio era stato ferito in strada da un colpo di pistola. "Hanno chiamato mia moglie perché il mio cellulare era scarico. Appena ha sentito la Guardia di Finanza dirgli che avevano sparato a Manuel è crollata e mi ha passato il cellulare. Ho chiesto immediatamente all'ispettore due cose: non raccontarmi la storia, voglio solo sapere se è vivo o morto. Questa è la cosa che mi interessava – ha continuato -. Mi risponde: E' vivo. Siamo partiti subito e sono state cinque ore di viaggio davvero toste da non fermarsi neppure per le soste per i bisogni, bisognava andare a giù a tavoletta. Bisognava arrivare".

Tanti messaggi per Manuel Bortuzzo

Franco Bortuzzo ha ringraziato per l'affetto e la grande solidarietà ricevuta dalla gente. "Ci sono persone da Genova, dalla Sicilia, amici suoi che io non vedevo da 22 anni e che sono venuti a trovare Manuel. Una signora benestante mi ha detto: guardi, io ho una villa vicino a Casa Santa Lucia in modo che dalle finestre potrà vedere suo figlio. Questa casa è sua per il tempo che ne avrà bisogno'. Non ho parole." Poi, ha ringraziato anche il presidente Paolo Barelli della Federazione Italiana nuoto che in questi giorni si è dimostrata vicina alla famiglia, dicendo: "La mia tranquillità apparente è data dal fatto che la solidarietà è enorme e il carico che si è preso la federazione nuoto è enorme. Mio figlio stravede per questa grande famiglia del nuoto e ancora di più si sente protetto e mi ripete: ‘abbiamo i mezzi per andare avanti'. Grazie a tutti e si va avanti a testa alta".