Un uomo di 66 anni è stato arrestato in seguito alla morte di un bimbo di due anni, deceduto a Monterotondo (Roma) dopo un intervento per una circoncisione eseguito in casa. Si tratta di un cittadino statunitense di origini libiche che sarebbe l'autore dell'intervento chirurgico costato la vita al bimbo e il ferimento del suo gemello, ricoverato in gravi condizioni. L'uomo è stato arrestato su indicazione della procura di Tivoli, che indaga su quanto avvenuto oggi in un appartamento di Monterotondo: il 66enne deve rispondere di omicidio preterintenzionale, lesioni gravissime (sull'altro gemello) ed esercizio abusivo della professione medica.

Stando a quanto riferito dal procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, in casa del 66enne sarebbero stati trovati oggetti e strumenti che lascerebbero pensare che l'uomo esercitasse abitualmente la professione medica senza averne i titoli. Tutti gli oggetti sono stati sequestrati dagli uomini della squadra mobile di Roma, autori della perquisizione domiciliare in casa dell'indagato. Per chiarire quanto avvenuto la procura ha anche disposto l'autopsia sul corpo del bimbo deceduto.

La mamma del bimbo è disperata

Il dramma ha coinvolto una donna nigeriana di 35 anni, titolare di protezione umanitaria nell'ambito dello Sprar a Monterotondo. La donna aveva chiesto in passato di poter far circoncidere i figli, ma dopo un primo rifiuto da parte dei medici non aveva più parlato delle proprie intenzioni. Oggi la tragedia, avvenuta nell'appartamento in cui la donna vive assieme ad altre due mamme, anche loro titolari di protezione umanitaria. La donna è disperata: ha visto morire suo figlio tra le sue braccia. L'altro gemello, pur essendo in gravi condizioni, non sarebbe in pericolo di vita.