È finalmente stata dichiarata fuori pericolo la bambina di tre anni, in coma farmacologico dallo scorso 1 giugno, quando la mamma l'aveva trovata stesa priva di sensi in casa. La piccola aveva raggiunto la borsa degli attrezzi del padre – di mestiere elettricista – prendendo una fascetta di quelle utilizzate per stringere i cavi tra loro e stringendola attorno al collo fino a strozzarsi. Soccorso dalla mamma e da un vicina, che è intervenuta tagliando la fascetta con un paio di forbici, era stata trasportata d'urgenza prima al pronto soccorso del San Giovanni, e da qui all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. La piccola è stata svegliata e ora respira autonomamente, non avrebbe inoltre subito danni neurologici: se la convalescenza andrà come previsto quanto accaduto rimarrà solo un brutto ricordo. La bambina è stata trasferita dal reparto di terapia intensiva a quello di pediatria generale.

A tirare un sospiro di sollievo i genitori, che ancora non si capacitano di come sia potuto accadere che la loro bambina, per qualche minuto fuori dalla loro vista nella loro abitazione di piazza Armenia in zona San Giovanni, abbia rischiato di perdere la vita o di subire pesanti conseguenze. "Stavo cucinando, saranno state quasi le otto di sera – così aveva raccontata la mamma –, lei stava da sola in un’altra stanza. Quando era pronto in tavola l’ho chiamata affinché venisse in cucina, ma non ha risposto. Ho come avuto un presentimento e sono andata a cercarla: l’ho trovata per terra, sul pavimento, cianotica, quasi non respirava più. Al collo aveva quella maledetta fascetta". Sull'episodio è stato aperto un fascicolo e i genitori rischiano un'incriminazione per omesso controllo su minore.