Sono in corso le indagini sul tragico incidente aereo in cui hanno perso la vita i nuotatori Fabio Lombini e Gioele Rossetti. I Carabinieri hanno eseguito diversi rilievi sul luogo dello schianto, così come i Vigili del Fuoco: si aspettano ora i risultati degli accertamenti per stabilire cosa sia realmente accaduto la mattina di domenica 31 maggio. Anche l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un'inchiesta e sta raccogliendo le evidenze per accertare le cause del sinistro. Sui cadaveri dei due ragazzi, rinvenuti completamente carbonizzati, è stata disposta l'autopsia per determinarne le cause della morte e a breve dovrebbero arrivare anche gli esiti dei primi esami del medico legale sui corpi di Fabio e Gioele.

Una delle ipotesi più accreditate è che l'elicottero guidato da Gioele Rossetti sia precipitato a causa di un guasto al motore. Lo schianto è avvenuto nemmeno un minuto dopo il decollo, quando i ragazzi si trovavano a 300 metri di altezza: impossibile salvarsi dopo una caduta a quella velocità. Una volta che si è schiantato a terra, l'aereo ha preso fuoco, intrappolando i due giovani in una gabbia di fiamme da cui non avevano nessuna possibilità di uscire. Resta da capire – e ciò sarà poi confermato dall'autopsia – se Fabio e Gioele siano morti a causa dell'impatto col suolo o a causa dell'incendio.

Erano passate da poco le 10.30 quando è stato dato l'allarme: un elicottero appena decollato dall'aviosuperficie di Grugnole si era schiantato a terra e aveva preso fuoco. All'interno due corpi carbonizzati, impossibili da identificare sul momento. Per capire chi fossero le due vittime, sono stati consultati i registri dell'aviosuperficie da cui erano appena decollati. Gioele Rossetti e Fabio Lombini volevano passare una domenica diversa, loro che si allenavano ogni giorno in piscina. Su Instragram, Lombini ha ripreso i momenti prima dello schianto, quando ancora rideva con l'amico, ignari della tragedia che di lì a qualche secondo li avrebbe travolti.