Gli agenti del commissariato Romanina, quartiere alla periferia sud di Roma zona dove il clan Casamonica è di casa, hanno arrestato tre persone con l'accusa di tentato omicidio e rapina. Destinatari del provvedimento sono Ferruccio Casamonica, detto ‘Massimo' e già detenuto, il figlio Guido ‘Pippo' Casamonica di 10 anni, e un cittadino bosniaco di 31 anni con diversi precedenti. I fatti contestati ai tre si riferiscono al 24 novembre del 2017, quando in via Fratelli Marchetti Longhi presero di mira un cittadino nigeriano rapinandolo e ferendolo con numerose coltellate riducendolo in fin di vita. Trasportato al Policlinico Casilino e ricoverato in codice rosso, l'uomo per fortuna è riuscito a cavarsela anche se ha dovuto affrontare una lunga convalescenza.

Da quanto si apprende la vittima dell'aggressione, un venditore ambulante nei mercati della zona, aveva tentato di impedire una rapina ai suoi danni: il terzetto gli stava portando via circa 40 paia di scarpe destinate al suo commercio e custodite nel furgone usato come magazzino. Il movente dell'azione di rapina sarebbe da ricercare nella volontà del gruppo di dieci famiglie inquiline di diversi appartamenti di proprietà di un membro del clan criminale, recentemente decapitato da un'inchiesta della procura che ha portato 37 persone in carcere con diverse accuse e l'aggravante di associazione mafiosa, di ottenere un regolare contratto d'affitto. Una circostanza vissuta come un affronto dal clan.

Ferruccio Casamonica in un'occasione "arbitrariamente cambiava la serratura di un immobile affittato, sottraendo, con la violenza, effetti personali (televisori, vestiti, scarpe, piccoli oggetti in oro) a titolo di ‘risarcimento' per asseriti mancati introiti d’affitto arbitrariamente aumentato, giungendo persino, in un’altra occasione, a togliere gli infissi (porta e finestre) ad un monolocale per renderlo inutilizzabile".