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L'uomo ventinovenne di origini pakistane arrestato con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di due bambine di undici e dodici anni aggredite nel centro storico di Viterbo le avrebbe pedinate, per poi immobilizzarle e molestarle. Come riporta IlMessaggero, è quanto emerso dall'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che ha messo nero su bianco il modus operandi dell'uomo. Il primo episodio risale al 2 maggio scorso, quando l'uomo ha preso di mira una delle due bambine e l'ha seguita, entrando nel pianerottolo di casa. Una volta soli, in un ambiente chiuso, l'uomo ha bloccato la piccola spingendola con le spalle contro il muro per poi palpeggiarla, con l'intento di imporle un rapporto sessuale. L'uomo avrebbe avvicinato invece la seconda bambina entrando nell'androne del palazzo e tentando di costringerla a subire una violenza, mentre lei cercava di difendersi. Fortunatamente, secondo gli inquirenti non si sarebbe consumato, perché le bimbe sono riuscite a scappare. Le piccole sono riuscite a chiedere aiuto e sono intervenuti i genitori che si sono subito messi a carcere l'uomo ma non sono riusciti a trovarlo.

Uomo arrestato per violenza sessuale a Viterbo

I genitori delle due bambine, subito dopo l'accaduto, si sono rivolti alle forze dell'ordine per segnalare quanto subito poco prima dalle loro figlie. Gli agenti della Polizia di Stato hanno ascoltato con attenzione il loro racconto e sono immediatamente partite le indagini. Ad incastrare l'uomo sono state le riprese delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona. I poliziotti hanno passato al vaglio le immagini e sono riusciti a risalire all'identità dell'autore del gesto. Arrestato, davanti al gip ha negato tutto, spiegando di essersi rifugiato in Italia "Perché gay". Nel frattempo gli avvocati difensori dell'uomo Maria Bernini e Samuele De Santis stanno prendendo in considerazione di rivolgersi al Tribunale del Riesame.