Vigili assenti a Capodanno, dall’authority maxi-multa di 100.000 euro ai sindacati

Dopo le prime indiscrezioni giornalistiche uscite questa mattina ora è ufficiale: l'Autorità di garanzia sugli scioperi, guidata da Roberto Alesse, ha comminato una maxi-multa da 100.000 euro ai sindacati, per il caso dei vigili assenti la notte di Capodanno nella Capitale. L'authority ha riconosciuto i sindacati responsabili di un vero e proprio ‘sciopero selvaggio', ovvero svoltosi al di fuori delle regole consentite per l'astensione dal lavoro per protesta. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, CSA e Diccap Sulpl si troveranno così obbligati a pagare 20 mila euro ciascuno, mentre per quanto riguarda i lavoratori potrebbe non essere finita qua "l'Autorità di garanzia -s i legge in una nota- si riserva di valutare, ai sensi di legge, la posizione individuale dei lavoratori o di altri responsabili coinvolti nella vicenda". Sulle assenze di massa il Garante aveva aperto, lo scorso 15 gennaio un procedimento per verificare se ci fossero gli estremi per delle sanzioni e verificare quanto davvero fosse accaduto. Ora, come da prassi, gli atti dell'autorità di garanzia saranno trasmessi alla procura di Roma, dove è già stato aperto un fascicolo per accertare le responsabilità della protesta.
CGIL: "Multa atto grave e politico, faremo ricorso"
Non ci sta la Cgil che annuncia che farà ricorso contro la sentenza dell'authority. "La multa da parte dell'Autorità di garanzia sugli scioperi in merito alle assenze di capodanno tra i vigili romani è un atto politico. Aspettiamo di leggere il testo con cui si delibera la sanzione, ma rimandiamo da subito al mittente l'accusa e anticipiamo il nostro ricorso contro una decisione ingiusta". Così in un comunicato Fp-Cgil nazionale e Cgil Roma e Lazio. "La Cgil ha sempre rispettato le regole: scioperiamo per poi ottenere accordi migliorativi, come abbiamo fatto con il Sindaco Ignazio Marino, con inedite percentuali di adesione, ben superiori all'80% – prosegue la nota -. Preoccupante e strumentale che questa multa arrivi il giorno dell'avvio del voto per le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) nel pubblico impiego. Una scelta che non lascia dubbi sulla volontà politica di sostenere le ragioni di un'amministrazione invece di applicare le regole. Un atto grave, per altro comunicato a mezzo stampa prima della notifica, di cui bisognerà rendere conto".