Via Portuense, residenti in rivolta contro i lavori fermi

Da sette mesi sono fermi i lavori per l'allargamento di via Portuense, ovvero da quando gli scavi hanno fatto emergere una necropoli e un impianto termale di epoca romana. Per questo ieri i cittadini del comitato ‘Portuense Attiva' hanno dato vita ad un flash-mob con striscioni e palloncini colorati per chiedere che il lavori riprendano al più presto. I lavori, in corrispondenza del ponte della ferrovia Roma-Fiumicino erano iniziati addirittura nel 2011, poi interrotti per la carenza di fondi, erano ripresi nel febbraio del 2014 interrotti poi per il ritrovamento dei resti archeologici.
Dallo scorso novembre poi il cantiere è abbandonato, la ditta ha abbandonato i lavori e l'XI Municipio ha rescisso il contratto: di conseguenza si sono susseguiti gli atti di vandalismo, tra cui l'incendio dei container. Dopo tanto tempo perso i soldi sono finiti, così per proseguire i lavori di messa in sicurezza e rispondere alle esigenze dei cittadini è intervenuta la Soprintendenza per il Colosseo e l'Area Archeologica di Roma, promettendo fondi da stanziare con un urgenza dal proprio bilancio: si tratterebbe di ben 100mila euro per vedere completati i sondaggi archeologici. Un impegno a cui seguirebbe la mobilitazione straordinaria del municipio che, con le parole del minisindaco Maurizio Veloccia, promette di completare l'allargamento del sottopassaggio in 90 giorni da quando gli sarà consegnato il cantiere. Soddisfatti i cittadini del risultato della loro mobilitazione: "Ma dopo tante promesse aspettiamo di vedere i risultati".