Va in coma e perde il bambino a una settima dal parto: aperta un’inchiesta

Era stata ricoverata il 19 dicembre all'ospedale San Giovanni di Roma, una donna di 36 anni in attesa del terzo genito, il cui parto cesareo era stato programmato per lo scorso 26 dicembre. Dopo due giorni di febbre alta il marito ha deciso di chiamare un'autoambulanza e di farla ricoverare, preoccupato dallo stato di salute della donna incinta, ma a due ore dall'arrivo in ospedale è entrata in coma e il cuore del piccolo, un maschietto di tre chili, ha smesso di battere. Secondo il padre la donna sarebbe stata abbandonata a se stessa per due ore, senza che nessuno si occupasse di lei o capisse la gravità della situazione.
Sulla vicenda di sospetta malasanità – raccontata questa mattina sulle pagine romane de il Messaggero – ha aperto un fascicolo il sostituto procuratore Marcello Cascini, che ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo, senza al momento nomi al registro degli indagati. È stato disposto il sequestro della cartella clinica e disposta l'autopsia sul feto e sulla placenta.
L'indagine riguarda non solo quello che è accaduto al San Giovanni il 19 dicembre, ma anche l'azione dei medici del Sandro Pertini, che hanno avuto in cura la donna durante la gestazione: il nascituro sarebbe morto infatti per Preeclampsia, una malattia non sempre facile da individuare, che colpisce il feto durante le ultime settimane di gravidanza. Per questo le indagini mirano a ricostruire tutte le tappe dei controlli.