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Truccatore cinema ucciso a Pineta Sacchetti. Si indaga negli ambienti della prostituzione

Ha un nome il cadavere rinvenuto ieri mattina a Pineta Sacchetti da un cittadino che faceva jogging. Si tratta di Mario Pegoretti, 61 anni, famoso nel mondo del cinema come truccatore e parrucchiere. Gli inquirenti pensano ad una rapina finita male e indagano nel mondo della prostituzione maschile e transessuale diffusa nella zona.
A cura di Valerio Renzi
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Ha un nome il cadavere rinvenuto ieri mattina a Pineta Sacchetti da un cittadino che faceva jogging. Si tratta di Mario Pegoretti, 61 anni, famoso nel mondo del cinema come truccatore e parrucchiere. In tutto ha lavorato con registi e attori del jet set internazionale e nostrano, partecipando ad una cinquantina di produzioni cinematografiche compreso il colossal la Passione di Cristo e Mission Impossible. Per lui anche un ruolo di attore in Sanguepazzo di Marco Tullio Giordano, anche se il suo ruolo era dietro le quinte nei camerini.

Una rapina finita male

Pegoretti potrebbe essere la vittima di una rapina finale. Chi lo ha massacrato con una pietra fino a sfigurargli il volto, apparentemente lo avrebbe derubato anche del telefono cellulare e del portafogli, non rinvenuti nelle tasche del truccatore. La Smart di Pegoretti invece è stata ritrovata parcheggiata al limitare del parco del Pineto dove l'uomo si sarebbe avventurato apparentemente da solo.

Si indaga negli ambienti della prostituzione maschile

La zona è nota per essere un luogo della prostituzione maschile e transessuale. Questo elemento, unito al fatto che la vittima sia stata ritrovata senza i calzoni indosso, indurrebbe gli inquirenti ad ipotizzare che la rapina e l'omicidio sia avvenuta durante un incontro sessuale. Agli amici con i quali convive dopo la separazione dalla moglie in un appartamento in zona Casalotti, il 61enne aveva raccontato che usciva per andare al cinema ma, secondo quanto appurato dai carabinieri, non ci sarebbe mai andato. Il Gay Center, per voce del presidente Fabrizio Marrazzo, chiede di evitare cacce alle streghe: "Invitiamo tutti a tutelare la privacy della vittima e a non creare quell’allarmismo sociale che finisce per gettare una luce torbida sugli ambienti gay o trans. Siamo certi che sia gli operatori dell’informazione sia le forze dell’ordine possano dare un contributo in questo senso".

Il presidente Mancinelli: "Più sicurezza"

Sull'episodio è intervenuto anche il presidente dell'XIV municipio Valentino Mancinelli che in una nota spiega come da tempo l'amministrazione locale chieda più controlli nella zona, come ribadito durante l'incontro tra i presidenti dei municipi il nuovo prefetto Franco Gabrielli solo la scorsa settimana. "L’installazione in corso di un impianto di videosorveglianza   e il lavoro svolto dalla rete costituita da tante associazioni di quartiere per il presidio e la pulizia del parco rischia di essere vano se non sostenuto da chi è deputato al controllo del territorio e al contrasto delle illegalità – spiega il mini sindaco -. In settimana si terrà il primo incontro del comitato locale per l’ordine e la sicurezza istituito dal prefetto e chiederò che si tratti proprio questo tema".

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