Decine di migliaia di condivisioni e reazioni, copia e incolla e catene di Sant'Antonio. Da ieri mattina su Facebook circola una storia che ha raggiunto centinaia di migliaia di persone: quella di un giovane, presumibilmente migrante, che viaggia a bordo del treno 9608 di Trenitalia, un Frecciarossa di servizio tra la stazione di Roma Termini e Milano. Secondo l'utente del social network, che non ha mancato di fotografare il giovane e di postarlo online immaginiamo senza nessun tipo di consenso, il ragazzo viaggiava sul treno ad alta velocità con un biglietto non valido, acquistato al prezzo di soli quattro euro.

E fino a qua la scarna cronaca. Poi arrivano i particolari che delineano quella che sarebbe una vera e propria bufala dal sapore razzista. Il ragazzo alla vista del controllore – una ragazza definita "esile e minuta" – avrebbe fatto finta di dormire, per poi alla fine esibire il suo biglietto non valido. Alla richiesta di pagare la differenza, 86 euro. avrebbe detto di non avere soldi, di non parlare bene italiano, poi di essere sprovvisto di documento. Dopo che lo scrivente ci ha informato del modello e della marca del telefonino del ragazzo (un Samsung Galaxy S8), arrivano le considerazioni che danno il segno a tutta la storia, dandogli il sapore della xenofobia e non solo di un caso di un anonimo ‘portoghese' che avrebbe provato a viaggiare non pagando il biglietto e sperando di farla franca

E’ l’esempio lampante della totale assenza di certezza della pena che il nostro Paese ha regalato a queste persone che non sono più disponibile a chiamare “rifugiati”.
Arriverà a Milano, viaggiando su un posto che costa 86€, con 4€. Impunemente.
Senza poter sperare che gli facciano neppure in una multa, perché tanto quando l’avrebbe pagata?

Questo sta andando a Milano senza alcun bagaglio. Non ha pagato un biglietto e dice di non avere soldi. Non parla la nostra lingua.
Parlano di integrazione. Di comprensione. Di accoglienza.
Ci prendono per il culo e noi li tolleriamo.
E ora mi raccomando scannatevi tra “razzista” e “buonista” eh….

In mezzo poi non manca un riferimento a Pamela Mastropietro, la 18enne il corpo è stato ritrovato fatto a pezzi in provincia di Macerata e per la cui morte sono fortemente indiziati alcuni cittiadini di nazionalità nigeriana: "Pamela è stata barbarizzata e vilipesa da gente che senza diritto e senza motivo ha varcato l’uscio di casa nostra, perché la porta era ed è spalancata. Senza regole. Senza alcuna sicurezza". Il cerchio è chiuso sulla natura di questa storia, nonostante l'autore non manchi di sottolineare che non si tratta di un post "razzista". Il post originale è stato rimosso da Facebook dallo stesso autore, ma continua a circolare su moltissime pagine.

Trenitalia smentisce la dinamica dei fatti.

A smentire poi che i fatti siano davvero andati così arriva una nota dell'ufficio stampa di Trenitalia, che cita il rapporto della capotreno, che assicura che il ragazzo non ha ricevuto nessuna multa semplicemente perché aveva con sé il biglietto: "Nel rapporto scritto dalla capotreno si riporta quello che è accaduto. Effettivamente, il ragazzo, alla presenza di diverse persone all’interno del vagone, non è stato in grado di comunicare in italiano con la capotreno e il suo inglese era piuttosto stentato. Inoltre, non era fornito di documento di identità e aveva effettivamente mostrato in un primo momento un biglietto per una tratta diversa". "Tuttavia – proseguono dall’ufficio stampa di Trenitalia -, la capotreno, essendosi accorta che la scena destava curiosità tra i passeggeri, ha portato il ragazzo fuori dal vagone per estendere il suo rapporto. In quel momento, si è resa conto che il passeggero aveva estratto il biglietto corretto e valido proprio per quella tratta: un ticket di tariffa standard per il Frecciarossa 9608. Semplicemente, aveva sbagliato posto. Chiarito il malinteso, il ragazzo è stato regolarmente accompagnato nella carrozza e nel posto corrispondente al suo biglietto".