Yari Dall’Ara
in foto: Yari Dall’Ara

Le indagini sul caso ‘Big Bus', così è stato chiamato dai pm della procura di Roma, sono durate oltre sei mesi. L'obiettivo degli inquirenti, centrato negli scorsi giorni, era individuare e rintracciare la banda responsabile di un furto commesso nella notte del 18 settembre all'interno degli uffici di una nota società di autobus turistici che si trovano nella centralissima via Nazionale a Roma. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i ladri avrebbero utilizzato "chiavi spurie" e la fiamma ossidrica per aprire due cassaforti installate dentro una delle stanze. Da esse hanno prelevato 90mila euro in contanti, frutto del lavoro di settimane da parte della società. Attraverso tabulati telefonici, analisi dei video realizzati dalle telecamere di sorveglianza e il confronto con alcuni profili sui social network hanno permesso ai carabinieri di identificare i membri della banda. Dalle prime luci dell'alba di oggi i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della procura di Roma, nei confronti di quattro italiani. L'accusa nei loro confronti è di furto in concorso.

Foto carabinieri Roma
in foto: Foto carabinieri Roma

Per identificare la banda, come detto, i carabinieri hanno analizzato il traffico telefonico, le immagini delle telecamere di sicurezza, hanno effettuato perquisizioni e sequestri, tra cui attrezzi per lo scasso, indumenti, telefoni cellulari usati per il colpo. I militari spiegano in una nota di essere riusciti "a documentare e cristallizzare tutte le diverse fasi dell’attività delittuosa, dai sopralluoghi alla fase di condotta sino alla fuga con la refurtiva, nonché a documentare in maniera appropriata i ruoli rivestiti da ciascuno dei quattro soggetti indagati, tutti navigati “cassettari”.

Il capo della banda era Yari Dall'Ara, che guidò la protesta contro i migranti

Il capo era Yari Dall'Ara, militante di estrema destra, già noto alle cronache per aver guidato la protesta contro il centro di accoglienza di Via del Frantoio a Tiburtino III nell’agosto del 2017. Si autoproclamò rappresentante dei cittadini del Tiburtino III e partecipoò alle mobilitazioni di Casa Pound e Forza Nuova contro i migranti ospiti del centro. Fu arrestato perché sorpreso a svaligiare una gelateria a Prati.