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Subisce trasfusione con sangue infetto appena nato e si ammala di epatite C. Risarcito dopo 30 anni

Subisce una trasfusione con sangue infetto appena nato e si ammala di epatite C. Trent’anni dopo gli viene riconosciuto un risarcimento di 100.000 euro.
A cura di Valerio Renzi
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Marco, un nome di fantasia, oggi ha 30 anni. Quando è nato, nel 1987, gli è stata effettuata una trasfusione di sangue a poche ore dalla nascita. La sacca utilizzata però conteneva sangue infetto, così ha contratto l'epatite C, una malattia che si è portato avanti per tutta la vita. Ora ha finalmente ottenuto un risarcimento, dopo una sentenza definitiva del 2011 emessa dalla sezione civile della Corte d'Appello di Roma, di 46.849 euro che il ministero della Salute dovrà versare, con tanto di interessi maturati arrivando così a un totale di 100.000 euro.

La storia è stata raccontata oggi dal quotidiano il Messaggero. A confermare la sentenza è arrivato ora il Tar del Lazio, che obbliga lo Stato a risarcire l'uomo: i soldi non erano mai arrivati, nonostante la sentenza che aveva riconosciuto e quantificato il risarcimento per danno biologico, condannando il ministero anche al pagamento degli oneri legali.

Lo scorso 11 aprile ha condannato il ministero della Salute a un maxi risarcimento di circa 30 milioni, da corrispondere a centinaia di persone che hanno  subito gravi danni da emotrasfusione con sangue infetto, venendo infettate soprattutto da Hiv ed epatiti, dal 1979 in poi.

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