Luigi Capasso
in foto: Luigi Capasso

Una delle figlie di Luigi Capasso era ancora viva quando il padre trattava la sua resa con i carabinieri. Questo quanto ipotizzato in un servizio andato in onda nel corso della trasmissione di Rai Tre ‘Chi l'ha visto?'. Quella mattina i carabinieri, si sosteneva nel filmato, hanno rilevato la presenza di due persone vive all'interno dell'appartamento di Cisterna di Latina. Una era Luigi Capasso, l'altra doveva essere per forza una delle due figlie, probabilmente Alessia, la più grande. La rilevazione sarebbe stata effettuata, secondo i giornalisti del programma condotto da Federica Sciarelli, con una strumentazione in dotazione ai Gis (Gruppo Intervento Speciale) dei carabinieri in grado di rilevare le fonti di calore anche dietro alle pareti. I militari quel giorno si sarebbero posizionati davanti alla porta di casa Capasso e avrebbero messo in funzione gli strumenti.

La smentita della Procura: "L'ipotesi di Chi l'ha visto? è falsa"

Una ricostruzione, questa, che viene seccamente smentita dal capo della procura di Latina Andrea De Gasperis. "Mi corre l'obbligo fare precisazioni su contenuti della trasmissione televisiva Chi l'ha visto. Si é parlato dell'esistenza di apparecchiature, per rilevare presenza di persone in luoghi in dotazione dell'Arma dei carabinieri e non utilizzate. Apparecchiature che ove utilizzate avrebbero rilevato la presenza in vita della figlia maggiore di Capasso. Ciò non corrisponde a verità. Un apparecchio del genere, che io sappia, non è in dotazione all'Arma e bisogna riaffermare che le due povere bambine erano già morte quando le forze dell'ordine si sono presentate in loco", ha detto De Gasperis. I carabinieri, quindi, secondo gli inquirenti non hanno a disposizione nessun apparecchio simile a quello descritto nel servizio di Chi l'ha visto?. Nessuno, perciò, poteva sapere se Alessia era ancora viva quando il padre, Luigi Capasso, trattava con i negoziatori dal balconcino del suo appartamento prima di togliersi la vita.

Secondo il procuratore le due bambine "sono state uccise immediatamente". Per questo "Non c'è alcuna ricostruzione che non sia stata presa in esame, non c'è stata alcuna possibilità di intervento alternativa. Certe affermazioni portano a convinzioni sbagliate per questo ci ha molto colpito il contenuto di quanto affermato nella trasmissione", ha detto ancora il procuratore.