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Stefan Catoi, l’uomo fermato per l’omicidio di Imen Chatbri a Roma

Stefan Catoi, 26enne rumeno, è stato fermato per l’omicidio di Imen Chatbri, la 37enne tunisina afferrata per le caviglie e gettata da Ponte Sisto a Roma nella notte tra il primo e il 2 maggio. Il ragazzo su Facebook ha aperto almeno sette profili diversi e gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sua vita privata e lavorativa.
A cura di Enrico Tata
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Imen e il suo presunto killer, Stefan Catoi
Imen e il suo presunto killer, Stefan Catoi

È Stefan Catoi l'uomo fermato per l'omicidio di Imen Chatbri, la 37enne tunisina afferrata per le caviglie e gettata da Ponte Sisto a Roma nella notte tra il primo e il 2 maggio. Il 26enne di nazionalità romena sarebbe stato respinto da Imen e per questo si sarebbe vendicato. Stefan, Imen e il suo fidanzato olandese avrebbero trascorso la serata all'Antico Caffè Castellino di piazza Venezia fino all'1,30 di notte. A quel punto il giovane olandese si sarebbe alzato e sarebbe andato via, indispettito per l'atteggiamento di Stefan nei confronti della fidanzata. Battute, atteggiamenti sospetti, ammiccamenti misteriosi. Dopo circa due ore, alle 3.20, la donna è stata gettata giù da Ponte Sisto. Imen è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza sia quando è stata spinta, che quando camminava velocemente sul lungotevere cercando di scappare a un uomo che la seguiva da lontano. Quell'uomo, hanno ricostruito gli investigatori soprattutto grazie alla testimonianza del fidanzato di Imen, sarebbe proprio Stefan Catoi.

Imen uccisa per aver rifiutato il suo killer

Il ragazzo avrebbe seguito la 37enne fin da piazza Venezia e per vendicarsi del rifiuto di lei alle sue avances l'avrebbe spinta giù dal ponte. Poi avrebbe cercato di camuffare la sua morte inscenando un finto suicidio. Ha rubato i gioielli di Imen, ma soprattutto il suo smartphone, in cui probabilmente c'erano indizi e prove della sua colpevolezza. L'uomo ancora non ha confessato: "State sbagliando, perché mi arrestate?". Domani si svolgerà l'interrogatorio di garanzia e in seguito il gip dovrà decidere se confermare o meno la misura cautelare in carcere chiesta dagli inquirenti. L'accusa dei pm nei suoi confronti è di omicidio volontario e premeditato. La prova è nel filmato che ha ripreso l'uccisione di Imen. Il ragazzo su Facebook ha almeno sette profili diversi e gli investigatori stanno cercando di ricostruire la sua vita privata e lavorativa. Molti scatti pubblicati dal giovane lo ritraggono davanti ad automobili di lusso o davanti ai più importanti monumenti di Roma.

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