Luca Parnasi, il costruttore romano coinvolto nell’inchiesta sullo Stadio della Roma
in foto: Luca Parnasi, il costruttore romano coinvolto nell’inchiesta sullo Stadio della Roma

Sono stati revocati gli arresti domiciliari all'imprenditore romano Luca Parnasi, coinvolto nell'inchiesta sullo stadio della Roma a Tor di Valle. I pm lo accusano di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. La decisione di revocare i domiciliari è stata presa dal gip Maria Paola Tomaselli, che ha accolto una istanza degli avvocati di Parnasi, Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini e ha disposto per il costruttore romano in primo luogo l'obbligo di firma tre volte alla settimana e in secondo luogo l'obbligo di dimora nella Capitale. Parnasi, arrestato e finito in carcere il 13 giugno, si trovava ai domiciliari dal 20 luglio.

Le indagini sullo stadio della Roma

Quando Parnasi finì in carcere, furono arrestati anche cinque suoi stretti collaboratori, che poi furono scarcerati nelle settimane successive. Nell'inchiesta condotta dalla procura di Roma finirono coinvolti l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone, che seguiva la trattativa sullo stadio per conto della giunta capitolina guidata da Virginia Raggi, l'ex vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Adriano Palozzi, Forza Italia, l'ex assessore regionale del Partito democratico Michele Civita. Tra i sedici indagati c'è anche l'ex capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, e l'ex consigliere comunale di Forza Italia, Davide Bordoni.