Sessanta giorni sono i termini a disposizione della procura di Roma sulla richiesta avanzata dal giudice per le indagini preliminari Costantino de Robbio per svolgere ulteriori accertamenti sul caso della sindaca Virginia Raggi. Il gip infatti ha respinto la richiesta d'archiviazione del fascicolo che vede la prima cittadina indagata per abuso d'ufficio. Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori ci sono le procedure scelte dal Campidoglio per pubblicare il progetto del nuovo Stadio della Roma, approvato dalla Conferenza dei Servizi a dicembre 2017 e che ora attende ora il voto della variante urbanistica da parte dell'Assemblea Capitolina. La procura avrà tempo fino al prossimo 17 giugno, poi, dovrà prendere una decisione. I pm ascolteranno il presidente della Commissione Urbanistica del municipio IX Paolo Mancuso ex M5S e il consigliere municipale pentastellato Paolo Barros. Su richiesta del giudice dovranno far luce sulla possibile "violazione di legge nel mancato coinvolgimento nel procedimento amministrativo del Consiglio Comunale".

Stadio della Roma, riunione politica a casa del presidente di municipio

Il consigliere Paolo Barros, contattato da Fanpage, ha riferito di non aver ricevuto ancora nessuna chiamata da parte del pubblico ministero, ma la sua deposizione come "persona informata sui fatti" potrebbe rivestire un ruolo determinante sulla posizione di Virginia Raggi. Barros ha parlato di una riunione politica avvenuta a giugno 2017 a casa del presidente del IX municipio Dario D'Innocenti insieme alla sindaca e i consiglieri: "C'erano già molti malumori nel gruppo Cinque Stelle di maggioranza per lo Stadio della Roma che ancora oggi esistono e l'approvazione della delibera Fassina-Grancio lo conferma", ha spiegato il consigliere. "Sono passati due anni da quella riunione ma già da allora c'erano molte perplessità  soprattutto sulla mobilità perché in quel periodo non c'erano i flussi di traffico – ha aggiunto – poi abbiamo visionato lo studio del Politecnico di Torino dal quale emerge un chiaro scenario di catastrofe e totale paralisi del traffico che sarebbe conseguente all'applicazione del progetto così com'è pensato oggi". Una riunione in cui "non è accaduto né si è detto niente di particolare – ha spiegato Barros – ma durante la quale si è palesata la volontà di andare avanti con il progetto dello Stadio della Roma. Il giorno dopo c'è stata la votazione". Sulla sua pozione nei confronti del progetto il consigliere ha spiegato: "Sono stato sempre contrario. In campagna elettorale si parlava di ‘no' allo Stadio della Roma, ‘no' all'aumento di suolo pubblico e soprattutto ‘no' alla cementificazione. Quando si è capita la volontà di andare avanti su questo progetto c'è stata una spaccatura all'interno del municipio avvenuta proprio per la vicenda dello Stadio". E ha chiarito: "Da parte mia è stato un voto di fiducia perché non c'erano ancora gli studi di flusso, non c'era un progetto, è stato un boccone amaro".