Sono state chiuse le indagini relative all'inchiesta sullo Stadio della Roma: la Procura ha notificato l'atto ai dieci indagati, che adesso rischiano il processo. Tra questi c'è il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito, l'avvocato Camillo Mezzacapo, i costruttori Pierluigi e Claudio Toti, Giuseppe Statuto e Luca Parnasi, già a processo nel filone principale. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono di corruzione, reati tributari e traffico d'influenze. A breve si saprà chi sarà rinviato a processo o meno. Secondo questo nuovo filone d'inchiesta, De Vito e Mezzacapo avrebbero preso tangenti per agevolare la costruzione dello stadio nella zona di Tor Di Valle attraverso finte consulenze.

Stadio della Roma, tangenti per favorire costruttori

110mila euro dai fratelli Toti all'avvocato Mezzacapo per far sbloccare il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali. Il denaro sarebbe finito su un conto intestato alla società Mdl srl che, secondo i pm, sarebbe di fatto riconducibile a Mezzacapo e De Vito. 24mila da Giuseppe Statuto per la costruzione di un albergo presso l'ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere. Sono queste le tangenti che, secondo la Procura di Roma, avrebbero preso l'avvocato e il presidente dell'Assemblea capitolina per favorire i costruttori. Luca Parnasi, invece, avrebbe elargito a De Vito tangenti sotto forma di incarichi per Mezzacapo, che poi sarebbero state spartite tra i due. Un ‘meccanismo in concorso', così com'è stato definito dai pm, che sarebbe stato molto fruttuoso per entrambi. Parnasi, oltre ad aver usufruito di benefici per la costruzione dello stadio, avrebbe dovuto essere favorito anche per la costruzione di un campo da basket e di un polo per la musica nella zona dell'ex Fiera di Roma.