L'inchiesta ‘Mondo di Mezzo' che ha portato alla luce il perverso intreccio tra politica, economia e criminalità organizzata ormai da tutti conosciuta come Mafia Capitale ha preso di sorpresa molti ignari cittadini e in contropiede chi per anni, in particolari esponenti delle istituzioni e della società civile, ha fatto finta di non vedere o a minimizzata il peso delle mafie nella Capitale. Chi non è rimasto per nulla stupito sono quelle associazioni che da anni si battono per denunciare la presenza delle mafie nella Capitale, che spiegano con fatica come anche non stiamo a Scampia o Corleone o a San Luca, le mafie ci sono anche a San Basilio e a Ostia. Trapiantate o autoctone che siano le mafie a Roma controllano il territorio, impongono il racket, governano lo spaccio, inquinano l'economia e intrattengono rapporti con la politica.

Ma avere ragione non basta, così il coordinamento ‘Spiazziamoli', che raccoglie 100 tra associazioni e comitati della città, darà vita a due intensi giorni di mobilitazione contro Mafia Capitale il prossimo venerdì 5 e sabato 6 marzo. Saranno più di cinquanta le piazze organizzate contro le mafie dal centro alla periferia, tra flash-mob, giochi di piazza, dibattiti, biciclettate  e concerti. Obiettivo? "Rompere il silenzio sulle mafie e la corruzione, fare della Capitale un palcoscenico e una piattaforma reale di democrazia e promozione dei diritti, avviare un laboratorio di idee e buone pratiche per costruire il futuro della città", si legge in una nota.

Oggi il programma della due giorni è stato presentato nel ristorante ‘Ciro&Ciro', sottoposto a sequestro di prevenzione perché ritenuto uno dei locali del centro storico inquinati dalla camorra. “La partecipazione a Spiazziamoli dimostra che esiste un pezzo di città consapevole del radicamento delle mafie e non mette la testa sotto la sabbia come fanno le classi dirigenti di questo territorio – ha dichiarato Danilo Chirico, portavoce dell'Associazione daSud – Spiazziamoli è un grande esperimento di democrazia, sono le cittadine e i cittadini che scendendo in piazza per chiedere che si apra finalmente una grande discussione pubblica sull'economia, il sociale e la politica che deve avere l'antimafia come lente attraverso cui guardare a welfare, lavoro, servizi e cultura"

Per Marco Genovese di Libera Roma "associazioni, comitati di quartiere e cittadini hanno risposto con creatività e voglia di mettersi in gioco alla proposta di partecipare, costruendo iniziative su tanti territori di Roma, convinti che il tema della presenza del potere delle mafie a Roma sia centrale per la vita e lo sviluppo della città e per la dignità delle persone che la abitano. La ricchezza di punti di vista e di modalità di espressione delle due giornate è la risposta al silenzio che in questi mesi ha circondato Mafia Capitale”.