I giudici della Corte d'Appello di Roma hanno deciso di sospendere lo sfratto dell'Antico Caffè Greco di Roma accogliendo con un'ordinanza il ricorso per la sospensiva. La sentenza, spiega la corte, "comporterebbe la cessazione dell'attività svolta dalla società Antico Caffè Greco in immobile di particolare rilevanza storica, culturale e turistica, con verosimili ripercussioni anche sul piano occupazionale". Per questo è stata disposta la sospensione del provvedimento rinviando la causa "all'udienza di discussione del 21 gennaio 2021 ore 11, con termine per note illustrative fino a dieci giorni prima". Per un anno, quindi, il Caffè Greco è salvo, come salvi sono circa quaranta posti di lavoro. "Antico Caffè Greco intensificherà i propri sforzi per raggiungere un accordo ragionevole e di reciproca soddisfazione con l'Ospedale Israelitico, proprietario delle mura, confermando la propria ampia disponibilità sempre dimostrata, al fine di preservare un luogo di cultura, arte e storia, divenuto un punto di attrazione per la città di Roma noto in tutto il mondo", ha dichiarato il proprietario del Caffè all'agenzia AdnKronos.

Il Caffè Greco è stato fondato nel 1700

Il Caffè Greco, fondato nella seconda metà del 1700, è uno dei più antichi caffè di Roma ed è la più grande galleria d'arte privata aperta al pubblico del mondo. Nelle sue sale ospita oltre 300 opere d'arte di pregio. Lo frequentavano moltissimi intellettuali, dal filosofo Arthur Schopenauer a Gioacchino Pecci, futuro Papa Leone XIII, e Silvio Pellico. Le mura del caffè sono di proprietà dell'Ospedale Israelitico di Roma, ma il contratto d'affitto è scaduto nel 2017 e da allora si è aperta una lunga controversia con gli attuali gestori dello storico locale.