Sgomberi, Amnesty International condanna il Comune di Roma (come ai tempi di Alemanno)

Martedì mattina alcune famiglie rom, per un totale di 30 persone tra cui molti minori, sono state sgomberate dal Parco delle Valli, zona Conca d'Oro, III Municipio a Roma. Le ruspe hanno abbattuto le baracche abusive, come chiesto a gran voce da alcuni comitati. A poche centinaia di metri la Festa dell'Unità cittadina dove si sta consumando
All'operazione assiste ed applaude il mini sindaco del Partito democratico Paolo Marchionne, a lungo incalzato dall'opposizione proprio per il ‘degrado' dell'area verde: "In corso a via Val d'Ala lo sgombero e la bonifica delle aree della riserva naturale Valle dell'Aniene. – scrive sulla sua pagina Facebook a corredo di diverso foto dell'operazione Marchionne – Un'azione ottenuta grazie al coordinamento di Prefettura, Gabinetto del Sindaco e Municipio. Ora occorrerà chiamare a raccolta tutte le realtà civiche e di volontariato presenti nel quartiere per preservare e fruire quotidianamente il parco, affinché non ritorni nel degrado".
Ma subito dopo lo sgombero si mobilitano le associazioni che lavorano con le comunità Rom, denunciando come alle persone cacciate dalle baracche non sia offerta nessuna alternativa se non quella di spostarsi di qualche centinaio di metri e costruire un nuovo insediamento abusivo. "È la seconda volta in un anno che gli stessi rom di Val d’Ala vengono sgomberati dallo stesso insediamento – scrivono quelli dell'Associazione 21 luglio – Lo sgombero forzato del 9 luglio 2014 costò alle casse comunali circa 170 mila euro, considerando le operazioni di sgombero in quanto tali, l’accoglienza temporanea nella ex Fiera di Roma e il rimpatrio assistito delle famiglie. Solo alcuni mesi dopo, lo scorso febbraio, le stesse persone sono ritornate a Roma, reinsediandosi nella medesima area dalla quale erano stati sgomberati. Il caso Val d’Ala assomiglia a un vero e proprio gioco dell’oca ed è emblematico di quanto sia miope, costosa ed inefficace la politica degli sgomberi forzati nella Capitale".
Così, come ai tempi di Alemanno, le più autorevoli associazioni di difesa dei diritti umani tornano a far sentire la loro voce: "Amnesty International apprende con preoccupazione dello sgombero di numerose famiglie rom, inclusi diversi minori, da un insediamento in zona Parco delle Valli a Roma avvenuto la mattina presto di martedì 14 luglio. In base alle informazioni finora pervenute, la comunità sembra essere stata sgomberata senza avere ricevuto una notifica scritta che avrebbe potuto consentire loro di opporsi allo sgombero. Sembra essere mancata anche una consultazione autentica su possibili alternative allo sgombero. Particolarmente preoccupante appare la mancata offerta di un alloggio adeguato per i nuclei familiari coinvolti, sia per il breve termine sia per il medio-lungo termine".

La nota di Amnesty International prosegue chiarendo come "in base al diritto internazionale, uno sgombero – per essere legittimo – non può risultare nel render senzatetto le persone coinvolte. Amnesty International chiede che il Comune di Roma chiarisca se e come gli obblighi internazionali in materia di sgomberi siano stati attuati nel corso dello sgombero a Parco delle Valli e sollecita l'amministrazione a trovare un alloggio adeguato per i membri della comunità di Parco delle Valli".
Questa mattina le famiglie sgomberate si sono recate sotto l'assessorato alle Politiche Sociali, sostenute dall'Associazione 21 luglio e dalla Onlus Popica.Dopo due ore dall'appuntamento accordato loro inizia il tavolo di confronto con l'amministrazione che però non approda a nulla: per le famiglie sgomberate a Val D'Ala non c'è nessuna soluzione.